mercoledì 1 febbraio 2012

Dieci miti da sfatare sull'Africa

Spesso sentiamo frasi riferite all'Africa e tante volte queste sono frutto di credenze totalmente errate: da "in Africa non c'è la neve" a "i neri hanno il ritmo nel sangue" andiamo a scoprire quante di queste affermazioni non sono altro che malintesi o miti da sfatare. Di seguito i dieci miti da sfatare sul "continente nero" che ho letto su Go Africa.


1. L'Africa è un Paese

Spesso si fa riferimento all'Africa ​​come se fosse un paese piuttosto che un continente. Beh, è ​​un continente con ben 54 stati indipendenti, l'ultimo nato nel luglio 2011 è il Sudan del Sud. Ogni paese ha una propria moneta, bandiera, inno, storia, cucina, musica, mix di identità e culture. In Africa, infatti, si parlano oltre 2000 lingue, il suo miliardo di abitanti sono formati da oltre 3000 distinti gruppi etnici. L'Africa copre 30.221 mila chilometri quadrati: se si uniscono Stati Uniti, Cina, India, Europa e Giappone rientrano tutti nell'Africa! Gli Stati Uniti stanno nel continente africano per tre volte!

2. L'Africa è pericolosa e violenta

Tra guerre, rivoluzioni, pirati e bambini soldato non c'è da meravigliarsi che si sia diffuso il luogo comune che l'Africa sia un luogo pericoloso. Queste notizie passano avanti alle cose buone che accadono nel continente. È vero che nessuno suggerisce di trascorrere una settimana al mare in Somalia: ci sono paesi, alcune città e le frontiere che sono molto pericolosi, ma date le dimensioni del continente, non è difficile vedere che ci sono molti luoghi tranquilli e sicura da visitare.

3. L'Africa è povera e colpita da malattie

La povertà è ovviamente qualcosa che colpisce il visitatore di molti paesi africani. Ma i paesi africani non sono tutti poveri, è la distribuzione della ricchezza che è il più grande problema. Il Sudafrica è un paese incredibilmente ricco, il suo Pil superaquello di Belgio e Svezia, ha molte risorse naturali, un sistema di buona educazione, ottime università e ospedali molto avanzati. Purtroppo gran parte della sua popolazione non condividere questa ricchezza.
Le malattie stroncano milioni di vite ogni anno in Africa perché i poveri non hanno accesso ai programmi di vaccinazione infantile e assistenza sanitaria di base, non perché il continente è infestato da malattie spaventose. Programmi di immunizzazione di successo hanno fatto enormi progressi nel ridurre la polio, il morbillo el'AIDS negli ultimi dieci anni. Come visitatore è importante conoscere i vaccini da fare ed è improbabile prendere qualcosa di più di una scottatura.


4. I politici africani sono tutti corrotti

I politici corrotti non sono esattamente una prerogativa africana, ma è innegabile che ce ne siano. Se non altro Nelson Mandela ha mostrato al mondo che l'Africa è capace di avere un leader onesto. Alcune delle crisi politiche in Africa possono essere imputate al retaggio coloniale, ma la maggior parte di essa riflette l'avidità e la corruzione da parte dei presidenti in carica e dei partiti politici. Le elezioni del 2011 in Uganda e in Camerun hanno visto tattiche e conta elettorale discutibili, ma al contrario la rivoluzione tunisina e il rovesciamento di Gheddafi in Libia hanno mostrato che un cambiamento è possibile. Il presidente Ellen Johnson Sirleaf della Liberia e altre due donne hanno ricevuto il Nobel per la Pace.

5. L'Africa è priva di storia

Sfatare questo mito è facile: basti considerare i monumenti dell'antico Egitto, la chiese rupestri d'Etiopia, la Medina di Fes, ecc. Nell'undicesimo secolo nell'Africa del sud c'era un regno fiorente che conosciamo oggi come Grande Zimbabwe, nel dodicesimo secolo, mentre Oxford e Cambridge erano appena state fondate, a Timbuktu nel Mali c'erano già tre universitàe più di 180 scuole coraniche. Nessuna cultura vive nel vuoto, ogni cultura è dinamica e c'è un sacco di storia in Africa, siamo noi a non saperne abbastanza.

6. L'Africa è piena di animali pericolosi che vivono in libertà

E 'vero che a pochi chilometri dal centro di Nairobi pascolano i rinoceronti, che ci sono campi da golf in Sud Africa dove l'acqua è la patria di coccodrilli e che in Malawi ci sono ancora le iene che fanno le comparsate nella capitale, Lilongwe. Ma, per la maggior parte, la fauna selvatica in Africa è sostanzialmente confinata ai parchi nazionali e riserve anche per proteggere i raccolti dei contadini e il bestiame degli allevatori. Si rischia di vedere struzzi e babbuini sul ciglio della strada nell'Africa del Sud, ma elefanti, giraffe, leoni e bufali non si aggirano nelle città. Una curiosità: alcuni dei parchi nazionali e delle aree protette africane sono spesso più grandi di molti paesi europei!


7. L'Africa è tecnologicamente arretrata

L'idea che l'innovazione tecnica è carente in Africa è ridicola per chiunque abbia trascorso un po' di tempo lì. In Ghana, ad esempio, ci sono vetture totalmente costruite con rottami, il tutto senza una laurea in ingegneria. Quello che manca in alcuni paesi africani è la mancanza di accesso all'istruzione e alle risorse, l'innovazione non manca. Tutti (o quasi) hanno telefoni cellulari in Africa, che sono utilizzati in modo estremamente innovativo: il Kenya ad esempio ha istituito un sistema altamente efficace di mobile banking, aprendo le aree rurali al credito in un modo che ha rivoluzionato le piccole imprese. Potete vedere Masai nei loro abiti tradizionali rossi messaggiare tra loro riguardo i prezzi attuali del bestiame e operatori sanitari che condividono i dati sui pazienti e sulle cure.

8. In Africa è sempre caldo

Se avete visitato solo l'Africa occidentale la frase "è sempre caldo in Africa"​​ non è del tutto sbagliata. Ma il mito si ferma qui: in Africa nevica! Sia a nord che a sud inverni freddi e gelidi sono frequenti, così come le estati calde. Le conversazioni sul tempo in gran parte dell'Africa tendono a concentrarsi maggiormente sulla siccità, ma questo non vuol dire che sia sempre caldo.



9. L'Africa ha bisogno di aiuto (e di celebrità) per svilupparsi

Certamente i soldi degli aiuti umanitari hanno dato una mano ai paesi africani, il problema è che spesso finiscono nelle mani sbagliate, oppure i progetti sono mal definiti e ignorano qualsiasi input proveninte da coloro che dovrebbero usufruire di questi aiuti. Questi aiuti, seppur dati con lo spirito giusto, sono stati un po' dannosi per lo sviluppo africano: innanzi tutto il denaro è andato a sovvenzionare alcuni governi corrotti e paralizzato gli sforzi per aumentare la trasparenza del governo. Accordi sul "fair trade" aiuterebbero molto di più, così come un lavoro e un'economia stabili e l'acH_nePShfLy8srWb4aWf4ZdS4rnuo_OEPe celebrità non sono la risposta. Pensate alla situazione oppota: non trovereste strano che una po 'strano se una superstar nigeriana andasse a Chicago e iniziasse a distribuire soldi? Ci sono molti eroi locali di cui nessuno parla, eppure fanno la differenza nelle comunità africane. Quindi è anche ingiusto pensare che i poveri in Africa siano semplicemente seduti ad aspettare l'elemosina. Detto tutto questo, ci sono alcune associazioni di beneficenza che veramente fanno la differenza, ma sarebbe bello vederli con sede in Africa e non a New York o nella Silicon Valley.

10. Tutti gli africani hanno il ritmo nel sangue

Ok, questo potrebbe avere qualche fondo di verità. Quante volte ci siamo trovati ad osservare un africano ballare, cantare, suonare? Io mi ci perdo sempre a guardare i movimenti decisi, la naturalezza con cui si spostano, l'apparente facilità con cui tengono il ritmo e intonano le canzoni. Però un ragazzo senegalese mi ha detto che non è assolutamente vero che tutti gli africani sono intonati e non tutti sanno ballare anche se canto e danza li circondano dalla culla alla tomba.

Un grazie speciale a Edward per avermi mandato il link da cui ho tratto questo post! :)



martedì 31 gennaio 2012

Articolo 1 - Giovani registi toscani all'Eden di Viareggio



Tra una settimana esatta - martedì 7 febbraio - a Viareggio al Cinema Eden ci sarà la presentazione del film "Articolo 1 - Una repubblica democratica fondata sul lavoro"
ARTICOLO UNO è un film ideato, scritto, diretto e interpretato dagli allievi della Dreamcommunication Film Academy dopo il 1° anno di corso, con il sostegno dei loro professori.
Questo è il secondo film indipendente prodotto da Dreamcommunication Film Academy, scuola di cinema attiva a Firenze dal 2009, è una produzione a cura di Andrea Colato e Daniele Trengia, scritto e diretto da Adriano Davi, Daniele Trengia e Lorenzo Carcasci.

Ovviamente non posso perdermelo perché sono davvero curiosa di vedere il risultato delle riprese a cui ho assistito questa estate e soprattutto perché voglio vedere se i fiori piantati da Adele in Piazza Shelley rendono! E anche perché altrimenti Daniele mi leva la parola! :)

Questo l'invito:

"Il progetto è nato dall’idea di 3 ragazzi toscani appassionati di cinema, Adriano Davi (Prato), Lorenzo Carcasci (Firenze) e Daniele Trengia (Viareggio) che, uniti dall’interesse per le tematiche socioculturali e la comunicazione visiva, hanno deciso di raccontare storie di vita vissuta nell’Italia dei 150 anni. La produzione è Dreamcommunication, nello specifico i produttori sono Andrea Colato e Daniele Trengia.
Il film è stato girato in toscana nelle 3 città natali dei registi tra giugno e luglio 2011 e sono già state fatte 4 proiezioni al multisala Adriano a Firenze dove è stato fatto soldout tutte le volte.
Martedì 7 febbraio siamo al cinema Eden a Viareggio con due spettacoli (20.30 e 22.30) poi cercheremo di promuoverlo in altre città e naturalmente ai concorsi di cinema nazionali e internazionali."



CONTATTI PREVENDITA:
339-3730417
oppure
daniele.trengia@gmail.com
dreamcomunication@gmail.com


lunedì 30 gennaio 2012

Flutti

It's funny how I find myself in love with you
If I could buy my reasoning I'd pay to lose
One half won't do
I've asked myself
How much do you commit yourself?

It's My Life - Talk talk


Chi l'avrebbe mai detto che mi avresti teso una corda sul molo a stagione finita, quando tutti gli ombrelloni sono chiusi, i giochi ormai fatti e i costumi riposti negli armadi a lasciare il posto a capi di lana che danno la scossa. Da allora siamo in balia delle onde, ogni bracciata avanti è uno strattone alla corda, ogni secca è una pausa per smaltire il pieno dei flutti impetuosi, ogni dubbio una tempesta in arrivo quando pensavamo che esistesse solo il sereno.

Annaspiamo tra i cavalloni, tiriamo giù boccate d'acqua salata e nera, rimaniamo impigliati in corde sfilacciate, ci facciamo trascinare sul fondo dagli eventi. Torniamo a galla, come acqua tra scogli complici ci infrattiamo, ci nascondiamo, ci ritiriamo e sbattiamo l'uno con l'altra in un andare e venire continuo.

Nel filo dei mesi che passano infilo tentativi come perline, cercando di non stringere troppo il nodo per non soffocarti, tenendolo allo stesso tempo saldo affinché tu non sfugga, con l'inconsistenza dei perché che ci domandiamo sempre troppo tardi, sempre a cose concluse. Credevo di aver appreso la scienza marinara in mezzo ai maremoti, di saper tessere trame con le reti senza spaccarmi le mani quando sfregano sulla canapa, invece mi perdo nell'intreccio dei fili in un groviglio che forse sta solo nei miei pensieri.

L'impazienza è una costante dalla quale non riesco a sottrarmi: tiro giù l'aria di chi ha passato troppo tempo nella stiva, abbocco le fantasie come solo chi ha aspettato fremendo sa fare. Impertinenti affiorano domande che rimangono mute. Mi freno per quel solito motivo per cui non stringo troppo forte: coinvolgerti è traghettarci su una sponda che ci pare irraggiungibile. Il coraggio è dei marinai, così come le promesse. Ma io ho la pazienza di imparare a stare a galla e a nuotare ad un unico porto.


e l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
[...]
ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

Dolcenera - Fabrizio De André


sabato 28 gennaio 2012

Le Domeniche del Granito 2012 all'Isola d'Elba

Vi ho già parlato dell'associazione elbana Il Viottolo, grazie alla quale ho avuto l'occasione di provare per la prima volta l'esperienza del kayak da mare a Lacona. Anche quest'anno, come da otto anni, il Viottolo organizza le Domeniche del Granito, un'iniziativa alla quale partecipa un popolo di passeggiate ogni anno più vasto, tra trekkers elbani e non. Il programma è iniziato il 15 gennaio scorso e si protrarrà fino all'11 marzo.

Foto di Alessandro Beneforti

Il programma prevede dieci escursioni trekking nella zona del Monte Capanne, quella meno turistica dell'Isola ma decisametne affascinante. Ogni escursione è accompaganta dalle guide de Il Viottolo e portano alla scoperta di luoghi, storie e leggende dell'Isola d'Elba.

Le Domeniche del Granito 2012 sono escursioni gratuite, coordinate dal centro escursionistico “Il Viottolo” in collaborazione con i Consorzi Costa del Sole e Caposantandrea insieme al Circolo culturale le Macinelle di San Piero all'Hotel Belmare di Patresi, alla Protezione Civile Elba Occidentale, Elbacomunico, Ipotesi Officina Fotografica, la Cantina Le Terre del Granito.

Per ulteriori informazioni chiamare il 3297367100

La mia missione di quest'anno è partecipare ad almeno una di queste escursioni... quale mi consigliate? A me ispira la zeromille...

15 gennaio 2012

I monti sopra San Piero
Partenza Monte Perone ore 10:00 arrivo Monte Perone ore 16:00
(Monte Perone, Monte Maolo, Masso alla Quata, Grotta le Pecore, Le Filicaie, Malpasso, Monte Perone)

22 gennaio 2012

La valle dei contadini
Partenza Pomonte ore 09:30 arrivo Pomonte ore 17:00
(Pomonte, La Grottaccia, Le Mura, Monte Cenno, Monte Orlano, Pomonte)

29 gennaio 2012

Le vie del Granito
Partenza San Piero ore 09:30 arrivo San Piero ore 16:00
(San Piero-Sassi Ritti-Cave antiche- Mulino di Moncione-Pietra Murata-Piane al Canale-San Piero)

5 febbraio 2012

Le chiese romaniche e le postazioni militari
Partenza Chiessi ore 9:30 arrivo Chiessi ore 16:00
(Chiessi, San Bartolomeo, Il Semaforo, Chiessi)

9 febbraio 2012

Le vie del granito - Notturna
Partenza San Piero ore 19:00 arrivo San Piero ore 23:00
(San Piero, Sassi Ritti, Piane al Canale, San Piero)

12 febbraio 2012

Il paese dei cristalli
Partenza San Piero ore 09:30 arrivo San Piero ore 14:00
(San Piero, Grotta d'Oggi, San Piero)

19 febbraio 2012
da definire

26 febbraio 2012

La via delle essenze
Partenza Pomonte ore 09:30 arrivo Cavoli ore 16:00
(Pomonte, Fetovaia, Seccheto, Cavoli)

4 marzo 2012

La Città di Cosimo - Trekking Urbano
Partenza Portoferraio ore 09:30 arrivo Portoferraio ore 16:00
(Percorso sa definire)

11 marzo 2012
Zeromille
Partenza Fetovaia ore 09:30 arrivo Marciana ore 17:00
(Fetovaia, La Sughera, Il Cenno, La Grottaccia, Malpasso, Capanne, San Cerbone, Marciana)

Foto di Alessandro Beneforti


martedì 24 gennaio 2012

Quando il lavoro si fa duro...

Anche voi state vivendo un periodo impegnativo a lavoro?
Queste canzoni possono aiutarvi ad esorcizzare...

Buon ascolto!












venerdì 20 gennaio 2012

Latitanza

E se io latito latito
Mica faccio un illecito
Se non sai dove abito
Se non entro nel merito
se non vado a discapito
Dei miei stessi consimili
Siamo uomini liberi
Siamo uomini liberi

Daniele Silvestri - La Paranza


Latito. E me ne dispiaccio.
Se c'è una cosa che mi scoccia è non avere il tempo per scrivere. Per scrivere come dico io.
I post rimangono in bozza perché l'accuratezza è imprescindibile, non riesco a fare le cose a metà, non sopporto l'approssimazione, è più forte di me. O le cose si fanno bene o non si fanno.
Per questo il lavoro si insinua a tradimento nei sogni a braccetto col senso del dovere, sempre a un passo dall'eccesso.

È subito sera anche se il sole tarda ogni giorno di più ad abbracciare l'orizzonte: non c'è tempo per due pagine sfogliate alla luce fredda invernale, non c'è tempo per le passeggiate col vento che gela il naso, non c'è tempo per trovare soluzioni. Scorrono inesorabili i giorni di gennaio con le scadenze da rispettare, sogno ad occhi aperti un volo che mi porti ovunque, o forse anche un treno basterebbe.

Ascolto chilometri di note di ogni genere, la musica mi rimbalza in testa fin dalla mattina: non resta che assecondare la melodia e cantare. Aiuta. Ogni musica si infila in una cornice: sono in un vicolo di New York ad osservare gli sconosciuti che passano e a inventare storie sul loro conto, sono a Lisbona in Largo de São Domingos con una ginjinha in mano, sono in cima al Monte Pania all'alba e osservo la Versilia coperta dall'ombra di questo gigante che piano piano si scopre e si sveglia.

Non mi resta che la notte: assecondo le passioni iscrivendomi a un corso di fotografia, leggo qualche riga prima di crollare dal sonno, cullo dei bei pensieri perdendomi tra le tue braccia.


venerdì 13 gennaio 2012

Sulla strada

You'll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes
If you try walking in my shoes

Walking In My Shoes - Depeche Mode

A occhi bassi camminavo e fissavo senza guardarlo il suolo sotto ai miei piedi. Sovrappensiero, tiravo un calcio a qualche sasso capitato per caso sul mio cammino e, vuoi per l'aria fresca d'inverno, vuoi per la giornata di pausa che mi ero presa, mi sono messa a pensare che da tempi immemori gli uomini si sprecano a suon di metafore sulla strada.

La vita stessa è un cammino, un solco già tracciato da qualcuno più in alto per i credenti, un sentiero avventuroso per i coraggiosi e gli spavaldi, un vicolo cieco per chi non vede un futuro, una strada accidentata per chi incontra troppi ostacoli, un percorso ricco di sorprese per coloro che sanno godere delle piccole gioie quotidiane, una pista di decollo per gli ambiziosi.

Dal momento in cui veniamo alla luce al momento in cui la terra si fa lieve su di noi camminiamo verso una meta, ci troviamo di fronte a bivi, inseguiamo un sogno lontano, corriamo per raggiungere qualcuno, rallentiamo per capire che sta succedendo, ci scontriamo in un muro, sorpassiamo persone, ci lasciamo alle spalle la polvere, evitiamo gli ostacoli, li saltiamo o ci inciampiamo. Se siamo felici camminiamo a un metro da terra.

Tutto ha a che fare con la strada, si potrebbe continuare un'ora o più. Poi vanno aggiunti i modi di dire sulle scarpe: non c'è cosa più spiacevole che averne di scomode e dover andare avanti. C'è l'inglesismo "nelle tue scarpe" che mi è sempre piaciuto perché empatico e veritiero. Lo dicevano anche i nativi americani: "non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe".

Se riusciamo con tanto coraggio a dire cosa non ci va ci togliamo un sassolino da una scarpa, c'è il lavoro che può andarti stretto, c'è il vestito che calza a pennello, ognuno ha il suo tallone d'Achille, dopo aver superato una difficoltà abbiamo oltrepassato i macigni sul nostro cammino. A volte usiamo mappe incompresibili senza legenda, ci distraiamo e finiamo in qualche buca, altre volte mettiamo le ali e voliamo oltre.

Tra le abusate metafore sul camminare ce n'è una che prediligo: farmi prendere per mano e fare un tratto di strada in compagnia.

*
Hey, I put some new shoes on,

and suddenly everything is right,

I said, hey, I put some new shoes on
and everybody's smiling,
it so inviting,
Oh, short on money,
but long on time,
slowly strolling in the sweet sunshine,

and i'm running late,
and i don't need an excuse,

'cause i'm wearing my brand new shoes.

New shoes - Paolo Nutini

*Le scarpe delle foto sono state offerte ai blogger di Travel Different dal nuovo sponsor Stonefly che ringrazio di cuore! Le scarpe sono favolose e le ho sempre indosso!


mercoledì 11 gennaio 2012

Geek vs Nerd

Dopo le più grandi battaglie della storia (Atene contro Sparta, USA contro URSS, Vasco contro Ligabue...) arriva quella del ventunesimo secolo: GEEK VS NERD!
A colpi di click e di battute prese in prestito da qualche telefilm si sfidano questi due esemplari di smanettoni moderni, ma spesso il problema è capire chi è l'uno e chi è l'altro. Per fortuna una dettagliatissima infografica ci viene incontro!

Dovete schierarvi da una parte o dall'altra! Siete più geek o più nerd?

Geeks vs Nerds
From: MastersInIt.org

Questa infografica capita a fagiolo per parlarvi anche di un'altra iniziativa: le Geek Girls Toscane cercano aiuto nelle varie province del Granducato per rendere più capillare la rete e organizzare iniziative anche fuori da Firenze, dove finora si sono tenute le altre iniziative.
Quindi se siete ragazze geek e motivate fatevi avanti nei commenti del post che vi ho linkato.



martedì 10 gennaio 2012

Loghi onesti o sulla sincerità

Cosa accadrebbe se le marche più famose del mondo rendessero i propri loghi più vicini alla realtà? Se è vero che in nomen omen, come si dovrebbero chiamare le varie multinazionali del cibo, dei cosmetici, del'intrattenimento?
Ci ha pensato Viktor Hertz, graphic designer e artista multipiattaforma con la sua collezione "Honest logos". Potete trovare la collezione completa e altre interessanti raccolte su Flickr (su cui mi sono iscritta da poco anche io).

Informatica e social network

Windows - "Può funzionare per un po'"

Apple - L'apparenza costa (fantastica la serie completa di mele morsicate "Think Different")

Facebook - Procrastinare

Inserisci link
You tube - Video di gatti (vedi l'impressionante diffusione dei video di Simon's cat)

My Space - Non c'è più posto per noi (riposi in pace)

Cibi e bevande

CocaCola - Commercialismo

Starbucks - Combinazione di bombe di zucchero

McDonalds - McDiabete

Miscellaneous


Playboy - paga per vedere delle tette

Disney - Disegni decisamente falsi
L'Oreal - apparenza irreale

Fonte: Viralmente


sabato 7 gennaio 2012

Il Doodle degli Addams


Oggi Google celebra con un doodle dedicato i 100 anni di Charles Addams, il padre della celebre famiglia che porta il suo nome. Potevo non rendergli omaggio con un post? :)

Il disegnatore americano è divenuto famoso proprio grazie al gruppo di personaggi dai gusti macabri che sbeffeggiano le idiosincrasie della classe borghese del suo tempo (gli anni Trenta del Novecento).
Tutti conoscono la famiglia dall'humor nero: Morticia e Gomez, lo zio Fester e Mano, Pugsley e, naturalmente, Mercoledì!

Charles Addams e la sua Famiglia Addams a fumetti ebbero un successo straordinario tanto da aver dato vita, negli anni, a due serie televisive, due serie di cartoni animati, quattro film e un musical di Broadway.

mercoledì 4 gennaio 2012

Se avess'io - Alda Merini

Massarosa - Bonifica

Quante parole di amanti si incontrano nei libri, quante poesie d'amore sussurrate, urlate, nascoste. Di tutte quelle che ho letto, questa poesia di Alda Merini tocca i confini della perfezione, in un bilanciamento di pesi, suoni e viscere che mi ha smosso qualcosa dentro.

Se avess'io levità di una fanciulla
invece di codesto, torturato,
pesantissimo cuore e conoscessi
la purezza delle acque come fossi
entro raccolta in miti-sacrifici,
spoglierei questa insipida memoria
per immergermi in te, fatto mio uomo.

Io ti debbo i racconti piu fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore. Perchè t'amo
caro, da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso, prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo. Amore mio
quanto pesante è adducerti il mio
carro che io guido nel giorno dell'arsura
alle tue mille bocche di ristoro!

Se avess'io - Alda Merini

lunedì 2 gennaio 2012

Cose da fare a New York che non ho fatto

Ho deciso di dedicare il primo post del 2012 ai viaggi sperando che sia di buo auspicio!

Il periodo natalizio mi fa venire in mente la fantastica Grande Mela. Non perché ci sia andata nel periodo di Natale, ma perché un sacco di film che la tv ci propina sono ambientati a New York. Ho avuto la fortuna di visitare tanti dei posti inquadrati nei film, altri purtroppo non ho fatto in tempo in una settimana di viaggio.
Ecco quindi un promemoria con le cose che non voglio assolutamente perdere la prossima volta in cui andrò a NYC!

Coney Island e Brighton Beach


Spesso ci si dimentica che NYC è sul mare... eh sì, anche la Big Apple ha le spiagge!
Questi due quartieri sono collegati da una passeggiata e sono lambiti dalle acque dell'Oceano Atlantico, dove però non si può fare il bagno quando i famosi baywatch sono fuori servizio.
Coney Island è famosa per le giostre e i divertimenti (oltre che per gli hot dog) e mi è mancato vedere lo skyline caratterizzato dalla WonderWheel e dall'ottovolante. Dovete sapere, inoltre, che il nome luna park deriva proprio dal nome del primo parco di divertimenti costruito a Coney Island chiamato appunto LUNA.
Brighton Beach è popolata perlopiù da immigrati ebrei ucraini (come i protagonisti di "Ogni cosa è illuminata"!) ed è quindi piena di scritte in cirillico. L'atmosfera è tranquilla ed è l'ideale per una gita fuori porta se si vuole uscire per un giorno dal caos di Manhattan.

La High Line

Questo è un ottimo esempio di riconversione degli spazi urbani: da ferrovia in disuso a parco lineare sopraelevato nel cuore della città. Si trova tra Gansevoort Street e la 30ª strada ed è più di un kilometro di verde tra gli alti palazzi e le strade. È un'opera recente, perché è stato inaugurato nel 2009 ed è molto appezzata dai neyworkers che la sfruttano per passeggiate a 9 metri di altezza e per momenti di relax senza uscire dalla città. Altre utili informazioni su BeRoad!

Bronx


Il Bronx è, nell'immaginario collettivo, luogo deputato alla criminalità e popolato dalle crew di writers e graffitari e da afroamericani con lo stereo in spalla. In effetti il Bronx è il quartiere più estremo di New York. È l'unico borough di New York sulla terraferma ed è collocato a nord di Manhattan. Il consiglio è quello di mangiare nella "vera Little Italy di New York" ossia la zona di Belmont con pizzerie, panetterie e ristoranti italiani, fare un giro al famoso zoo del Bronx (il più grande e antico del paese) e fare una capatina allo Yankee Stadium.

Long Island


Long Island è l'isola più grande degli Stati Uniti ed è a sua volta suddivisa in quattro contee: Queens, Kings, Nassau, Suffolk. Meriterebbe un post a parte data la vastità e la ricchezza dell'area, ma giusto per avere due dritte mi piacerebbe visitarla per assaporare la tranquillità degli Hamptons, assaggiare i vini prodotti nelle aziende vinicole di North Fork e fare una giornata di mare a Long Beach.

Museo di Storia Naturale


Se avete visto "Una notte al museo" non potete non desiderare di vedere dal vivo i mega scheletri di dinosauri del Museo di Storia Naturale di New York! L'American Museum of Natural History è situato nell'Upper West Side e contiene oltre 30 milioni di reperti. Ideale per i bambini ma non solo!