venerdì 16 marzo 2012

La catena di Sant'Antonio dei blog: i miei sette link

Esattamente un mese fa ho iniziato a scrivere questo post così:

"Ieri il primo tweet della mattinata è stato di Giuseppe aka Eurotrip e diceva:"

Poi tra una cosa e un'altra ho sempre rimandato ed ecco che mi ritrovo oggi a onorare il mio compito come prescelta da Giuseppe per stabilire in modo totalmente arbitrario quali siano per me i post "scelti" di questo blog. Del resto come fai a dire di no a uno che come motivazione dice: "scelgo Serena Puosi perché so che ama queste cazzate"?!

Il link di Giuseppe portava al suo blog e ne ripercorreva la storia attraverso 7 post scritti e scelti da lui in una catena di Sant'Antonio nata da Tripbase blog, in cui un blogger sceglie altri 5 blogger creando una sorta di best of del web.

Sì perché ogni blogger deve scegliere il meglio che ha prodotto, dal post più bello a quello più utile, dal più sottovalutato a quello di cui va più orgoglioso.
Ma bando alle ciance, che questo post è già abbastanza autocelebrativo di suo (dice quella che sostiene di non essere a proprio agio stando al centro dell'attenzione...)!

Una precisazione. Credo che si possa dividere questo blog in almeno tre fasi di vita: una prima fase timida ed estemporanea che racconta le cronache Erasmus senza pretese di visibilità e Analytics, una di smarrimento post rientro alla ricerca di una bussola e una terza fase più consapevole e con pretese di credibilità cominciata coi blog tour, i post sui viaggi e il filone personale-love blogger. Pescherò i post perlopiù dalla prima e dall'ultima fase, dandovi un po' di spunti di lettura per il fine settimana! :)

I miei 7 Link

1. Il post più bello

Subito il primo quesito mi mette in crisi: come si fa a stabilire che un post scritto di tuo pugno è il migliore rispetto a tutti gli altri (il migliore di 618, mica due o tre!)? I post sono come i figli, ogni scarrafone ecc ecc, ma devo dire che anche io riconosco di aver fatto qualche uscita migliore di altre. Per me il post più bello è Che poi, a cui sono particolarmente legata perché è stato il primo di una serie che mi ha fatto conoscere come love-blogger! Che poi, se vogliamo dirla tutta, da quel post è nato un invito a un caffé, che è diventato uno spritz, che è diventato una cena, che è diventato... qualcosa di molto bello!

2. Il post più popolare

Il post più popolare in assoluto dalla nascita del blog è legato all'arte, a un social media team e a Pisa: Joan Mirò a Palazzo Blu a Pisa. Ancora non mi spiego il perché di questa visibilità esagerata in un post totalmente didascalico, però in terza posizione troviamo un post in cui mi sono veramente impegnata e che ci sposta in Portogallo, ed è quello su Sintra, la città delle favole a mezz'ora da Lisbona.

3. Il post più controverso

Sono sempre molto calma e pacata, non mi piacciono le litigate, le prese di posizione senza giustificazione, gli arroccamenti su teorie strane, le frasi perentorie, le cattiverie: per questo evito di rispondere alle provocazioni o rispondo con ironia e con pacatezza. L'unica volta in cui mi sono trovata in questa situazione è stato col post sui Clown Dottori D.O.C.: nei commenti ho trovato un po' di ostilità che mi ha fatto dispiacere, ma tutto si è risolto penso.

4. Il post più utile

Ce ne sono due, molto diversi uno dall'altro: uno è quello sulle scelleratezze di Ryanair e la Carta Cash Passport, l'altro è Dare del tu o del lei? che credo che possa essere ancora utile.

5. Un post di cui il successo mi ha sorpreso

Vi ricordate del bacio rubato dal fotografo Richard Lam durante i Vancouver Riots? Il post che ho scritto collegandomi a questa storia, Il bacio in mezzo alla guerriglia, è stato ripreso, citato, ha suscitato un po' di dibattito su Facebook e non me l'aspettavo proprio, grazie!

6. Un post che non ha ricevuto l’attenzione che meritava

In generale i post personali, quelli su cui mi arrovello per trovare le giuste parole e il giusto ritmo, quelli in cui butto pezzi di me, quelli che mi fanno fermare sul ciglio della strada mentre guido per bloccare un'idea. Quelli che mi levano il sonno finché non ho finito di scriverli. Vanno tutti sotto l'etichetta Here I am, buona lettura!

7. Un post di cui sei orgoglioso

Un post che è rimasto un po' nascosto, costretto in un titolo di una lettera, silenzioso e sfuggente come volevo che fosse. Si chiama G., ed è dedicato a una persona che non c'è più.

Questi sono i miei 7 post, ora passo la palla ad altri 5 blogger che sono sicura saranno felicissimi di continuare questa catena di San Antonio!

1. Claudia, viaggiatrice e blogger di Viaggi Verde Acido perché mi ha incuriosito il suo blog che ha un occhio di riguardo per l'architettura.
2. Chris e Marta di Blog di Viaggi, viaggiatori appassionati e bravi blogger, vi scelgo come buon auspicio per una vita da backpacker!
3. La Ste di Diquà&dilà perché ne fa mille e avrei voluto conoscerla meglio a Roma al TBE12!
4. Bruna di La mia vita a Pisa town (e Slow Travel) perché mi piace come scrive ed è sempre carina.
5. Ilaria di Tracce nella Rete perché è sempre un piacere leggerla su blog e carta stampata.

P.s. non mi offendo se interrompete la catena! :)

giovedì 15 marzo 2012

Lettere d'amore


e scrivere d'amore,
e scrivere d'amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;

e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere.

Le lettere d'amore - Roberto Vecchioni


Alla fine dei giorni passati insieme mi sorprendo a sorridere delle novità e delle cose che non abbiamo mai fatto. Tutto quello che diamo per scontato nelle situazioni rodate è ora una scoperta, un territorio da esplorare. Penso a come sarà stare sdraiati su un telo al mare, immagino le tue espressioni di fronte a un evento inaspettato, mi chiedo di che colore saranno le tue maglie estive che non ho mai visto.

Mi piacciono le facce di chi si meraviglia di vederci insieme, di chi ci conosceva entrambi ma in contesti diversi, i commenti che fanno col sorriso sulle labbra e lo sguardo malizioso, la malcelata curiosità di capire cosa ci facciamo insieme, che fine ha fatto il nostro passato.

Non mi importa se vado avanti a grandi falcate, voglio conoscerti con l'entusiasmo delle cose nuove, con quella riverenza che si riserva agli oggetti nuovi, di quelli che temi di sciupare solo guardandoli. Mi sento ridicola come è ridicolo chi ama agli occhi del resto del mondo ma non posso fare altrimenti, sei tu che mi hai insegnato che ci sono molti modi.

Comincio a riconoscere le tue esclamazioni e a farle mie, a intenerirmi per tue debolezze, ad appassionarmi al tuo passato e ai racconti di montagne scalate e ginocchia sbucciate, a sciogliermi per le attenzioni e imbarazzarmi per i complimenti.
Mi piace quando mi preghi di rimanere, ché le uniche preghiere che ho sentito finora sono quelle di Radio Maria quando sottomonte non mi prende più la stazione che stavo ascoltando.


Non posso dirtelo - ma lo senti - né tu puoi dirlo a me

Emily Dickinson


lunedì 12 marzo 2012

L'app di TotalErg regala la Polinesia


Un'amica mi ha segnalato questa iniziativa che ripropongo volentieri. Si vince un viaggio in Polinesia, spero che in caso di vittoria i lettori di questo blog si ricordino di chi ha fatto la segnalazione! :)

La novità è la App di TotalErg (scaricabile gratuitamente da App Store, Android Market e Windows Phone e prossimamente anche da Blackberry), un'applicazione che mira a sostituire la vecchia carta di plastica del distributore e che, oltre ad offrire vantaggi e servizi utili a portata di smartphone, propone un concorso davvero interessante. Il premio in palio, infatti, è un viaggio in Polinesia per 4 persone della durata di 15 giorni... direi che vale la pena continuare a leggere per capire come partecipare e vincere!

Una volta scaricata l’app l’utente può tramite la funzione di geolocalizzazione e' possibile memorizzare e ritrovare facilmente la propria auto parcheggiata, individuare il punto vendita piu' vicino, ricercare da mobile i distributori che offrono degli sconti, ricevere delle promozioni in prossimità delle stazioni di servizio e, per i clienti che ne hanno maturato il diritto, anche richiedere il soccorso stradale gratuito. Oltre a tutto ciò ogni 40 euro di rifornimento si ha diritto a una cartolina per partecipare all’estrazione dei premi del concorso Più Risparmi Più Vinci.

Sulla cartolina c’è un codice che va giocato tramite l’App e che permette di partecipare fino al 20 maggio all’estrazione di un Samsung Galaxy S II al giorno e il 30 luglio 2012 verrrà estratto il viaggio in Polinesia. Per il regolamento consultate il link e... in bocca al lupo!

Per tutti gli aggiornamenti sul concorso e sulla App vi rimando alla pagina Facebook TotalErg – Quelli che rottamano la carta e all’account Twitter @RottamaLaCarta.

sabato 10 marzo 2012

Il museo di Storia Naturale di Firenze è 2.0

Il Museo di Storia Natuale (museostorianaturale) su Instagram

Alzi la mano chi, da piccolo, non è rimasto affascinato dal mondo dei dinosauri.
Ricordo che verso i 7-8 anni i miei pomeriggi erano popolati da tirannosauri di plastica e scenari immaginari in cui farli scorazzare. In un batter d'occhio il tappeto peloso del salotto diventava una landa desolata potenzialmente molto pericolosa e la vasca da bagno un enorme brodo primordiale in cui i dinosauri sguazzavano e facevano capriole. Nella lista per Babbo Natale non mancavano libri sui rettili giurassici e sfogliarne uno era un po' come vivere in quel mondo così lontano e attraente.

Per questo quando ho saputo che il 29 febbraio a Firenze sarebbe stata inaugurata la mostra "Dinosauri in carne ed ossa" presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze ne sono stata entusiasta, ancora di più quando ho saputo che avrei fatto parte del social media team di blogger che avrebbero seguito l'evento da vicino.

Oltre a me altri 3 blogger fanno parte del progetto: si tratta di Ivo, Luca e Francesca e affiancheremo dei bambini nella visita del museo alla scoperta dei dinosauri. Il social media team per un museo è un'innovazione perché finora nessuno aveva mai promosso iniziative del genere coinvolgendo dei blogger. Grazie a questa modalità totalmente nuova e originale il museo fiorentino si è già guadagnato l'appellativo di "museo più social di tutti i tempi".

Domenica 1 aprile il social media team che ha preso il nome di Jurassic Media Team vi dà appuntamento al Museo di Storia Naturale di Firenze per raccontarvi in diretta su vari canali la mostra “Dinosauri in carne ed ossa”. In differita, poi, potrete leggere le nostre avventure sui rispettivi blog. Il Museo è presente su Twitter, Facebook, Flickr, Foursquare e Instagram.

I promotori dell'iniziativa sono il Museo di Storia Naturale di Firenze e Officina Turistica in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana per la parte social e web 2.0.

Bambini alla mostra "Dinosauri in carne ed ossa"

La mostra "Dinosauri in carne ed ossa" si terrà dal 1 marzo al 2 settembre 2012 presso il Museo di Storia Natuale di Firenze.

Orario:
1 marzo – 31 maggio 9-19 (continuato) / 1 giugno – 2 settembre 10-19 (continuato)

Prezzi:
Biglietto intero: € 10
ridotto € 8
famiglia € 22 (due adulti + due ragazzi fino a 18 anni)

Il biglietto di ingresso è cumulativo per l’accesso alla mostra e alla Sezione di Geologia e Paleontologia e all’Orto Botanico.

Altre info sul sito di Dinosauri in carne ed ossa. Seguite l’hashtag #fidino!

mercoledì 7 marzo 2012

I miradouros di Lisbona - Parte seconda

Continuiamo il giro di Lisbona alla ricerca dei punti panoramici della città dopo il primo post dedicato ai belvedere della capitale portoghese.

Andiamo in una delle tappe classiche di Lisbona, un must see segnalato da ogni guida (a ragione): il Castello si San Giorgio, Castelo de São Jorge in portoghese. Qui, a parte salire sulle mura del castello e osservare la città da un punto strategico, si può accedere alla Torre de Ulisses, dove un periscopio attraverso un gioco di schermi e specchi permette di ammirare tutta la città in maniera davvero originale. Inoltre il castello ospita bellissimi giardini e più angolazioni da cui osservare la città, solo che a differenza degli altri belvedere è a pagamento. Il biglietto a prezzo intero costa € 5,00, ridotto (studenti, comitive, famiglie, possessori della Lisboa Card) € 2,50 ed è gratuito per bambini con meno di 10 anni, adulti con più di 65 anni e per i residenti.

Miradouro do Castelo de São Jorge - veduta della Baixa

Dal Castelo de São Jorge non è troppo lontano raggiungere il Miradouro da Graça, di fronte alla caserma (ed ex chiesa) di Nossa Senhora da Graça. La spettacolarità di questo posto sta nel fatto che scollinando da un lato o dall'altro della Graça si possono vedere o i quartieri a ovest della città sovrastati dal Bairro Alto o il versante orientale dell'Alfama e il Tejo. A metà troviamo la collina con il Castello e, lontano lontano, il quartiere di Belém visibile nei giorni senza foschia (quasi sempre perché il clima di Lisbona è spettacolare!). La vista è spettacolare da qui, vi suggerisco di aspettare il tramonto sorseggiando qualcosa al chioschetto. Non dimenticatevi di fotografare il murales sulla chiesa.

Miradouro da Graça

In cima alla collina della Graça troviamo un altro belvedere, sconosciuto ai più in quanto difficile da raggiungere a piedi (gambe in spalla e camminare!). Si tratta del Miradouro di Nossa Senhora do Monte, probabilmente il posto più ventoso della terra. Si è a parecchi metri d'altezza rispetto al livello del mare e lo si può riconoscere dai pini che lo sovrastano. La vista è quella della foto sotto... servono altre parole?!

Miradouro di Nossa Senhora do Monte

Ci spostiamo totalmente, andiamo al Miradouro do Parque Eduardo VII. Per raggiungerlo vi consiglio una luuuuuuuuuunga passeggiata che da Praça do Comercio sale su in Praça do Rossio, Praça dos Restauradores e poi all'Avenida da Libertade, che di bello non ha solo il nome ma anche i negozi alla moda e gli alberghi in. Vi troverete dopo un paio di chilometri in Piazza Marquês de Pombal, un'enorme rotonda con macchine che sfrecciano i varie direzioni e le fermate della metro omonima. Davanti a voi una distesa verde: il Parco Edoardo VII. Qui il mio ricordo è legato alle partite degli Europei di calcio 2008 perché è qui che siamo venuti a vedere le partite sdraiati sul prato immenso. Il bello però ha ancora da venire, salite in cima fino alla piazza lastricata di marmo e voltatevi. Fatelo con calma, perché la vista è quella della foto qui sotto: una discesa fino al fiume Tejo in cui scorre la vita di questa città.

Miradouro do Parque Eduardo VII

Non sarebbero finiti i belvedere di Lisbona, c'è il Miradouro do Torel, quello della Penha de França, altri ancora da scoprire, tutti i tetti della città... ve ne parlerò prima o poi!


martedì 6 marzo 2012

Parcheggiare a Pisa: l'applicazione Tap&Park


Baby you can drive my car

yes I'm gonna be a star
baby you can drive my car
and mybe I'll love you

Drive my car - The Beatles

Pensate ad una cosa che vi stressa. Avete pensato al traffico? Non siete i soli!
Per questo da pochi giorni a Pisa è a disposizione una nuova applicazione gratuita per smartphone (iPhone o Android) per parcheggiare diminuendo stress, accidenti e tempo!


Per me è l'ideale, visto che una sosta su tre fuori dal parcheggio della facoltà dove lavoro prendo una multa nella città di Galileo (giorno della mia laurea incluso).

L'applicazione in questione si chiama Tap&Park (letteralmente tocca&parcheggia) e ha una serie di funzioni che semplificano la vita a chi guida e parcheggia a Pisa.

Tap&Park permette all'automobilista di pagare la sosta eliminando le monete: in modo facile e veloce fa pagare il tempo effettivo della sosta e avvisa quando manca poco alla scadenza della stessa. La sosta può essere estesa da remoto e evita di farti perdete i primi 5 minuti di sosta solo per tornare all'auto dal parcometro.

Un'altra funzione utile per gli smemorati è quella di aiutare a ritrovare l'auto e trovare i parcheggi più economici, oltre a farti sapere dove sono i parcheggi liberi.

Una funzione per risparmiare è quella che fa recuperare il denaro, restituendoti le ore di parcheggio pagate ma non utilizzate effettivamente. Altre features: avere informazioni sulla mobilità, visualizzare i punti di interesse, segnalare disservizi.

L'utilizzo della app Tap&Park varia a se si è o meno possessori del PisaPass.

Chi non ha la PisaPass può utilizzare Tap&Park per ricordarsi quando scade la sosta, ricordarsi dove ha parcheggiato l'auto, informarsi sui servizi di mobilità di Pisa. La PisaPass può essere richiesta gratuitamente presso lo sportello al pubblico della PisaMo (via Cesare Battisti, 71) esibendo un documento e il libretto di circolazione del mezzo.

Chi ha la PisaPass può utilizzare Tap&Park anche per pagare il parcheggio previa registrazione presso il sito della PisaMo, ricarica del borsellino elettronico con Tap&Park o nell'area riservata del sito.

I residenti a Pisa hanno anche dei prezzi agevolati, in particolare:

dove la sosta ha un costo 0,60 €/h, i residenti pagano 0,45 €/h
dove la sosta ha un costo 1,25 €/h i residenti pagano 0,90 €/h
dove la sosta ha un costo 1,75 o 2,00 €/h i residenti pagano 1,35 €/h

Se non hai voglia di tanti discorsi ecco il video che riassume il tutto!



L'applicazione è sviluppata da Liberologico.

Un grazie speciale a Katia che ha provato il servizio e che ha ispirato il post!

martedì 28 febbraio 2012

Il disgelo

Il mondo è mio mi sembra
sarà che ho ventotto anni
e mi distraggo ancora molto
perché figli non ne ho più

La faccia della luna oggi è bruna
non è che non ci sia ma è come fosse andata via
La faccia della luna oggi è bruna
non è che non ci sia ma è come fosse andata via

La faccia della luna - Tre allegri ragazzi morti




Seduta sui gradoni della facoltà sotto il primo sole della stagione arrivata in anticipo rispetto al calendario lascio che i raggi caldi mi informicolino la pelle, risvegliando sensazioni sopite dal rigido inverno. Ogni volta che avverto le avvisaglie della primavera, mi sorprendo a gioire delle semplici meraviglie naturali che hanno un effetto placebo e levigano le ansie, riducendomi in uno stato catatonico simile all'abbiocco dopo un pasto abbondante.

Come la petite madelaine che risveglia in Proust i ricordi d'infanzia ma in maniera molto meno romantica mi distraggo cullata dal tepore e scaravento in terra un hard disk esterno, che cade di taglio e va a sommarsi al cimitero tecnologico passato per le mie mani frettolose: ho perso qualche anno di foto che naturalmente non avevo ancora masterizzato.

L'episodio fa affiorare, a catena, una serie di ragionamenti strampalati in cui mi perdo e vaneggio. A volte vorrei che la memoria stesse su supporti mobili come gli hard disk esterni: stacchi il cavetto e fine delle trasmissioni. Penso a quanto sono diverse le cose viste da lontano, col senno di poi. Mi lascio trasportare in altri mondi paralleli dai libri e penso che lì i protagonisti non hanno quasi mai lo stesso nome. Ah, se fosse così anche con le persone che incrociamo sulla nostra strada: mai uno con lo stesso nome, mai un ricordo che riaffiora a causa di un nome o anche solo di un'iniziale. Figuriamoci due che chiamiamo amore.

Passano le ore e l'imbrunire getta ombre sulle cose. I pianeti stasera sono ben visibili e luminosi: saranno tutti allineati nel mio segno? Per fortuna c'è l'unghia della luna che sembra indicare cosa c'è da guardare oltre l'orizzonte: un tramonto rosa e viola dalle sfumature rare che scaccia via i pensieri.

lunedì 27 febbraio 2012

Twitter: come scegliere un nickname di successo

Di certo quando ho cominciato a scrivere questo blog non immaginavo che sarei arrivata al punto di ospitare guest post! La cosa in sé già mi inorgoglisce, figuriamoci quando a scrivere il post è anche un amico-collega-famoso blogger! Sto parlando di Giuseppe aka Eurotrip che, fregatosi con le sue stesse mani (o meglio con un commento a questa mini-guida per nuovi utenti Twitter) mi ha promesso il post che andrete a leggere adesso. Buona lettura e grazie Giuseppe!



Spesso i nomi si adattano proprio bene alle cose che indicano

Riccardo Da Venosa


Twitter per me è il social network più fico del web. Può regalare tantissimo al vostro brand, quindi la scelta del twittername non può essere lasciata al caso. Prima di iscrivervi e prendere un po' di confidenza con questo social network, dovete pensare bene a quale sarà il vostro nome. In questo post cercherò di dare qualche piccolo consiglio (spero utile) su come scegliere un nickname di successo su Twitter.

1. Scegliere un nome corto

La prima regola, secondo me la più importante, è scegliere un nome breve. Su Twitter centellinare il numero dei caratteri è fondamentale ed inoltre un nome corto è più facilmente da ricordare. Consiglio di non scegliere un nickname né troppo lungo né troppo breve: @eurotrip, il mio twittername, è lungo il numero di caratteri giusti. Twitter stesso impone un limite massimo alla lunghezza del nome in 15 caratteri.

2. Nome reale o nickname?

Dipende da voi. Nella vita reale il mio nome è Giuseppe Trisciuoglio (21 caratteri) non è un nome corto e forse non è neanche troppo facile da ricordare, quindi ho preferito scegliere un nickname che aiutasse la gente ad identificarmi con il mio blog di viaggi (eurotrip.it). Serena aka @serenapuosi l'autrice di questo stupendo love blog ha optato invece per il suo nome reale. :) Il perché non lo so, ma credo che sia stata una scelta azzeccata; il suo blog non parla solo di viaggi ma anche della sua vita e delle sue esperienze personali.

Se su internet avete già un nickname affermato continuate ad usare quello, sarà più facile per i vostri follower trovarvi e iniziare a seguirvi.

3. Sei un'azienda?

Allora devi usare il nome della tua azienda o del prodotto a cui vuoi legare l'account twitter. Se il nome della tua azienda o del tuo prodotto fosse già occupato e detieni tutti i diritti sul marchio puoi richiedere a Twitter l'attribuzione del nome utente usando questo form.

4.Non usare l'underscore (trattino basso)

Cercate di non usare il carattere speciale, l'unico ammesso, nei vostri nomi utente. E' esteticamente brutto e i follower faranno fatica ad associarvi e ricordarvi. Personalmente odio tutti i twetteri che lo utilizzano.

5. Non usare i suffissi

Il mio primo nickname su Twitter fu @eurotripIT non potete immaginare quanti tweet ho perso a causa di questo suffisso. I followers non lo ricordavano e mi continuavano a citare usando il mio attuale twittername all'epoca occupato da un brasiliano.

6. Usate la fantasia

Non avete un nickname, il vostro nome non è particolarmente appropriato... non vi resta che dar sfogo alla fantasia, siate creativi! Mi raccomando date un po' di "carattere" al nome usando le lettere maiuscole e i numeri! ;)

Questi sono i miei consigli per la scelta di un buon twittername! Se il vostro nickname è occupato da un altra persona, ahimè non vi resta che aspettare che lo cambi o che venga disattivato da Twitter. Potete usare questo servizio di alert che vi notifica via mail quando il twittername da voi desiderato è libero. Molti mi chiedono come ho fatto a rubare il mio twittername. Solo fortuna e un centinaio di mail minatorie al tipo brasiliano! :D Perseverare funziona sempre!

Giuseppe Trisciuoglio


venerdì 24 febbraio 2012

I miradouros di Lisbona - Parte prima

Ogni anno di questo periodo sono assalita da una saudade incoercibile perché le date corrispondono con la mia partenza per l'Erasmus a Lisbona (sono già passati quattro anni, accidenti!).
In questi momenti in cui la nostalgia mi prende le gambe e me le fa sentire pesanti e la lacrimuccia è in agguato cosa c'è di meglio dell'ennesimo post celebrativo della capitale lusitana? So che ne sentivate la mancanza... :)

Non è difficile trovare online informazioni generiche sulla città, ma lasciate che ve la descriva da un punto di vista diverso, da chi l'ha vissuta per sei mesi di fila tra impegnative feste Erasmus ed ancora più difficili recuperi da resaca per andare a lezione in condizioni presentabili la mattina dopo.

Lisbona, adagiata su 7 colli come Roma, non sarebbe la stessa senza i miradouros, i famosi belvedere disseminati per la città. Ogni belvedere ha delle peculiarità ed è l'ideale punto di osservazione di una porzione della città ma non solo: sono frequentati da persone diverse e si popolano in orari diversi: per questo è bene sapere dove andare, con chi e a che ora!

Potete fare un tour virtuale qui anche per capire meglio dove sono collocati.

Partiamo dal Miradouro de São Pedro de Alcântara, finito di restaurare nel 2008 e diventato un angolo sfizioso della città con le sue eleganti panchine e le ringhiere vagamente liberty in ghisa. Si trova alla fermata alta dell'Elevador da Graça ed è sul limitare del Bairro Alto. Proprio per questo motivo, mentre durante il giorno è una meta ambita da persone di tutte le età alla ricerca di un po' di fresco o di uno scatto sulla Mouraria, il centro città e l'Alfama, durante la notte è una meta ambita per festeggiare con bottiglie portate da casa. Ne sanno qualcosa i miei compagni Erasmus: abbiamo festeggiato qui, infatti, le nostre despedide, ossia il saluto agli amici prima di lasciare il Portogallo e concludere l'Erasmus.
Inserisci linkMiradouro de São Pedro de Alcântara

Il Miradouro de Santa Catarina, meglio conosciuto come Adamastor dal nome del mostro marino in bronzo che troneggia nella piazzetta, è il ritrovo delle comitive dall'aperitivo fino a notte inoltrata. Durante il giorno c'è un chioschetto con dei tavoli all'aperto, durante la notte punk a bestia con molti cani al seguito, suonatori di bonghi e bevitori di Sagres (o Superbock, a seconda dei gusti). Pur con la dovuta attenzione, vi consiglio un salto da queste parti: il panorama sul Cristo Rei, Belém e l'altra sponda del Tejo è incantevole e vi rilasserà!

Miradouro de Santa Catarina (Adamastor)

Ci spostiamo da un'altra parte della città, per la precisione saliamo in direzione Alfama e ci fermiamo al Miradouro de Santa Luzia. Se la giornata è limpida l'azzurro del cielo si confonderà con quello degli azulejos che ornano la piazzetta porticata. Può essere una tappa fondamentale per riprendere fiato dopo la salita spaccagambe dalla Baixa alla (la Cattedrale) e da qui si può decidere se proseguire a dritto e poi a destra per l'Alfama o a sinistra per il Castelo de São Jorge. La vista sul fiume Tejo (il Tago in italiano) è senza parole.

Miradouro de Santa Luzia

A pochi passi dal Miradouro de Santa Luzia si trova il Miradouro das Portas do Sol, una piazzetta da cui si ha una vista quasi completa sull'antico quartiere moro di Lisbona, dell'Alfama, e della chiesa di São Vicente de Fora. C'è un chiosco e una piazza lastricata di marmo ambita dagli skaters.

Miradouro das Portas do Sol

Continuando in direzione Alfama e passando da Rua das Escolas Gerais vi inoltrerete nei vicoli stretti del quartiere fino ad una chiesa bianca: si tratta della chiesa di Santo Estêvão e il relativo Miradouro. Il Tejo è a portata di mano, sembra quasi di toccarlo sporgendo un braccio dalla bassa ringhiera. Questa foto che vedete è di un pomeriggio storico in cui, accompagnata dai baldi Federico, Marco, Marco barone di Alfama, Nicolò, abbiamo assistito ai preparativi delle feste di giugno, quando Lisbona si anima per le feste dei santi per una sagra infinita a cielo aperto e sardine arrostite ad ogni angolo di strada.

Miradouro de Santo Estêvão

Rimangono ancora un bel po' di miradouros e punti panoramici quindi... alla prossima puntata!

martedì 21 febbraio 2012

Come si misura il benessere di una nazione?

Mentre accendi il mutuo all'oscurità
I piani tariffari all' eternità
le lotterie e i sorrisi d'immunità
sono ombre cinesi
[...]
Libera l'Italia subito
dal prodotto interno lurido lurido

Prodotto interno lurido - Subsonica

Valeria Gentile su Flickr

Ha fatto il giro del Web in poche ore incoraggiato anche dalla intelligente nota "riproduzione consigliata" a inizio pagina (la Rete come diffusione capillare di conoscenza, un concetto non così scontato...): si tratta del post di Valeria Gentile sul sito Valigia Blu.

Valeria è una mia coetanea e dice cose semplici, ma proprio perché così lineari troppo spesso taciute o dimenticate dai media. Nell'ultimo periodo mi sono trovata spesso con i miei amici a ragionare sul fatto che non possiamo lamentarci dei nostri lavori precari, a tempo determinato, co.co.co, co.co pro semplicemente perché siamo fortunati ad avercelo, un lavoro.

Non possiamo opporci quando ci dicono che le malattie sono da recuperare, che i ritardi la mattina sono visti male ma se ti fermi in ufficio fino alle sette nessuno può dimostrarlo, che non sappiamo se il nostro contratto sarà rinnovato, eppure chi mi chiede quanto prendo al mese mi dice che sono privilegiata. Ma io non mi sento privilegiata, né voglio sentirmi così: alla mia stessa età i miei genitori avevano acceso un mutuo, è ancora da finire di pagare, ma hanno avuto questa possibilità.
E noi? Chi può darci delle risposte?

Questo è il blog di Valeria, io ci darei un'occhiata fossi in voi.


Il suo post mi sembra molto vicino a un discorso famoso di Bob Kennedy che risale a 44 anni fa. Ve lo riporto su suggerimento di mio padre, che si domanda, giustamente, che cosa sia cambiato in tutti questi anni...

Il 18 Marzo del 1968 il senatore Robert Kennedy, nel pieno della sua campagna elettorale che lo avrebbe portato probabilmente a divenire il Presidente degli Stati Uniti d'America, pronunciò all'Università del Kansas un discorso passato alla storia, nel quale metteva in evidenza, tra le altre cose, l'inadeguatezza del Prodotto Interno Lordo come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso a soli 42 anni per mano di Sirhan B. Sirhan, un giordano di origine palestinese.



Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."



lunedì 20 febbraio 2012

Momenti di trascurabile felicità

Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.

Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene

Che rumore fa la felicità - Negrita


A Natale ho ricevuto in dono il libro di Francesco Piccolo "Momenti di trascurabile felicità", sapientemente selezionato dalla mia lista desideri su Anobii. ;)

Facevo la posta al libro da quando è uscito e la lettura si è rivelata non solo molto piacevole, ma di quelle che ritornano in mente a distanza di tempo e le cui scene scendono dalla mente al cuore in modo improvviso, sei lì che guidi per la solita strada di tutti i giorni e trac, eccola lì, la scena che meno ti aspettavi di ricordare.

Francesco Piccolo esamina e sviscera i piaceri più inconfessabili, le debolezze con cui tutti noi facciamo i conti sentendoci anche un po' scemi e infantili, a volte quasi "malati" anche solo per aver pensato quella cosa.

Questo è un libro che ti lascia un insegnamento: che la felicità, per quanto piccola, per quanto vissuta anche in maniera solitaria, non è mai trascurabile. Perché dobbiamo accorgerci e gioire delle "mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada". È un libro senza pretese, ma che lascia col buonumore.

I momenti di trascurabile felicità che aggiungo al libro?
  • Quando fai sorridere un bambino con poco e capisci di avere una responsabilità perché ogni cosa che dici è strettamente correlata con la fiducia che ha in te.
  • Gli sforzi dei truccatori della tv per coprire un brufolo che continua imperterrito a spuntare sulla faccia del malcapitato, solo che coperto di fondotinta.
  • Segnare ore si straordinario sul report delle ore lavorate e pensare a dove passerò in vacanza i giorni di ferie accumulate.
  • In una strada a due corsie, accelerare prima della macchina al nostro fianco quando scatta il verde.
  • Cantare a squarciagola canzoni stupide e stonare prima di rendersi conto di non essere soli in casa.
  • Sottolineare le cose fatte sull'agenda con gli impegni di lavoro e rendersi conto che ogni faccenda è stata sbrigata.
  • Quel momento in cui la spiaggia si svuota e sei l'ultimo ad andare via, quando ormai i raggi sono obliqui e i bagnini degli stabilimenti balneari hanno già rastrellato la spiaggia.
  • Togliere il cognome dalla rubrica del telefono quando una persona diventa così importante da non necessitare di essere specificata di più.
  • Quello sguardo tra due persone che comunica che il posto in cui vorrebbero essere è ovunque, purché da soli.
Sono solo le prime cose che mi sono venute in mente, ce ne sarebbero tante altre da riempire un libro!
E voi cosa aggiungereste?

Il libro mi ha ricordato anche la scena iniziale di uno dei miei film preferiti, "Il favoloso mondo di Amélie", quando la protagonista elenca i suoi odi et amo con una delicatezza unica, in un escalation che la porta alla domanda finale seduta sui tetti di Parigi che, diciamocelo, tutti noi ci siamo fatti almeno una volta nella vita!




martedì 14 febbraio 2012

Ancora un po'

ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po' ancora non so
guardarti anch'io nel modo giusto

Occhi da orientale - Daniele Silvestri

Foto di Gianluca

Sono belli i tuoi occhi la mattina, sono già svegli anche se la voce che mi dice buongiorno è ancora rotta dal sonno. Io preferisco dirti un ciao biascicato, ho da finire un sogno e faccio economia di parole. Continuo a stare col naso sotto il piumone.

Dormo al tuo fianco, e ti sogno. Siamo fuori dal tuo ufficio, ma quello del sogno non è quello che conosco bene, è un posto che non ho mai visto e che mi ricorda l'Olanda, non so perché. I colori sono primaverili, il cielo è terso ma l'aria è ancora frizzante, un giacchetto per riprararsi dal vento ci vuole ancora.

Suona la sveglia, ti guardo un attimo, ti studio e richiudo gli occhi per custodire quell'immagine sotto le palpebre, perché non si disperda, perché sia solo mia. Mi stringo a te come ho fatto tutta la notte assecondando i tuoi movimenti, facendomi abbracciare di schiena, rannicchiata come un neonato.

Nel sogno mi sorridi e mi prendi le mani anche se non siamo soli e non siamo mai usciti allo scoperto. Mi sussurri piano delle parole destinate solo al mio orecchio, le parole che non ci siamo mai detti, che spaventano, che devono essere covate dentro prima di essere cacciate fuori.

Era un bel sogno, di quelli che vorresti tornassero a tratti durante la giornata, di cui conservi il calore e la consistenza, di quelli che sei disposto a riacchiappare in aria come le mosche se sembrano troppo evanescenti.
Era un sogno.
Era un sogno?


No I won’t be afraid, no I won’t be afraid
Just as long as you stand, stand by me
[...]
Whenever you’re in trouble
won’t you stand by me, oh now now stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me

Stand by me - John Lennon