Quarta-feira in portoghese significa Mercoledì. Questo è un omaggio che Tiago (nella foto) e Marco hanno fatto al blog!
Meravigliosi come sempre! Grazie!
Para Tiago: O Tiago! Como vai? Onde é que tas agora? Tenho escrito uma mail mas o teu correio està bloqueado... Conta-me algo, irmao do Portugal!!! Bjs
trovate il trailer ufficiale di Alice nel paese delle meraviglie, film di Tim Burton che uscirà nelle sale americane il 5 marzo prossimo venturo. Speriamo di non dover aspettare troppo tempo per vedere in italiano quest'opera di un regista che stimo per la sua genialità e fantasia.
Scena svoltasi la settimana scorsa sulla via che conduce alla Darsena viareggina. Un uomo percorre con la sua bicicletta, tranquillo e beato, la strada che lo riconduce a casa dopo una giornata di mare. Un altro uomo percorre con la sua bicicletta, distrattamente, la via che lo riconduce a casa dopo una giornata di mare. L'uomo distratto svolta a destra senza guardare e coglie in pieno l'altro ciclista, che viaggiava parallelamente a questo ma sul marciapiede. Il ciclista colpito, dopo essersi accertato della propria e dell'altrui incolumità urla a squarciagola:
IL BUDELLO DI TU MA'!!!
Questi sono validi motivi per vivere felicemente in Versilia.
Da quando li ho rivisti per la quarta, forse quinta, volta all'Italia Wave Love Festival a Livorno non faccio altro che ascoltare questa canzone fantastica degli Afterhours. Sul palco li ho trovati fantastici e coinvolgenti come sempre, i loro testi rispecchiano spesso ciò che vorrei dire con parole mie, non riuscendoci! Questo il testo della canzone Ci sono molti modi:
E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai a mentire alle mani, al cuore, ai reni lasciandoti fottere forte per spingerti i presagi via dal cuore su in testa, sopprimerli non sai non sai che l'amore è una patologia saprò come estirparla via torneremo a scorrere torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato se in giro d routin indossi il vuoto con classe è tutto ciò che avrai perchè quando il dolore è più grande poi non senti più e per sentirti vivo ti ucciderò ti ucciderò vedrai vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via torneremo a scorrere torneremo a scorrere torneremo a scorrere torneremo a scorrere lo so lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora.
"Un piccolissimo simbolo, se ce ne fosse stato il bisogno, del milione di circostanze della vita atrui, di quella bufera di dettagli che formano il guazzabuglio di una biografia umana: un piccolissimo simbolo che mi ricordava perché la nostra comprensione della gente dev'essere sempre, per forza, nel migliore dei casi, difettosa"
Quindi riporto l'articolo scritto da un mio compagno di corso per descrivere cosa sia stato il concerto dello scorso 11 luglio.
E' scritto davvero bene, buona lettura!
Da www.rockshock.it
di Thomas Cateni
Una serata esplosiva fin dai primi istanti, anche grazie al supporter Alain Clark, la cui enfasi è stata sufficiente per scaldare un pubblico che ha compreso diverse generazioni. Per lui 30 minuti brevi ma intensi, dove l’apice emotivo è stato raggiunto con l’ingresso sul palco del padre per l’esecuzione della fantasticaFather and Friend.
Puntualissimo, comincia la performance della star di New York, introdotta da sticks a metronomo che aumentano gradualmente di volume e danno il ritmo ai cinque monitor “no signal” disposti sul palco; ma all’improvviso entra la band all’interno della quale non c’è più (ormai da tempo) la forza di Cindy Blackman, sostituita dall’ottimo Franklin Vanderbilt.
La potenza della batteria acrilica si fa sentire subito con Freedom train, traccia rock del 1989 che ancora oggi mantiente lo stesso impatto; l’enfasi non cala ed anzi aumenta con l’ultimo singolo Bring It On. Con il brano pop degli anni ‘90 It Ain’t Over Til It’s Over Lenny sfodera quelle mosse e quegli sguardi ammiccanti che lo hanno reso uno dei sex symbol più famosi del mondo (d’altronde anche questo fa parte dello spettacolo).
Ma, per ricordarci che Lenny Kravitz non è solo questo, torna alla carica impugnando la chitarra e suonando le potentissime Where Are We Runnin’ e Flower Child, dove si fanno sentire le voci del batterista e di un ottimo Craig Ross, poliedrico e talentuoso chitarrista che nell’arco di tutto il live sfornerà almeno cinque solisti di elevata difficoltà.
Il concerto sembra scorrere via anche troppo velocemente e, dopo le due fantastiche ballate I Belong to You e Believe, Lenny si prende una piccola pausa con Dancing ‘til Dawn lasciando spazio ad un lungo solista dei fiati e facendo riposare la sua voce, perfetta nell’esecuzione e nella interpretazione dei brani. Nel frattempo però sfrutta tutto lo spazio del palco per rivolgersi al pubblico intero, accompagna la band con la tastiera in pura trans agonistica, scende dal palco per incrociare le mani delle migliaia di fan e coglie l’occasione per intonare alcuni versi di Billie Jean in onore del re del pop Michael Jackson.
Fantastica e struggente I’ll Be Waiting dove Lenny Kravitz è totalmente in sintonia con il pianoforte da coda, suonato con tanta passione. La fase finale della ballata termina con due fasi: l’interazione costante con il pubblico intonando fino allo sfinimento I’m the one who really loves you, baby e il solista incandescente di Ross che con la sua Les Paul modello sunburst imita i movimenti dei “Guitar Hero” Hendrix e Slash.
Il primo encore dello show termina con Lenny Kravitz che si cimenta nella fotografia prendendo come soggetto le fan accatastate sulle transenne, promettendo loro uno spazio sul facebook personale.
La seconda parte è un’ondata di rock puro e persuasivo: Always On the Run, American Woman e Fly Away fanno esplodere Piazza Napoleone in un vortice di ritmo e movimento, saltando, ballando e battendo le mani fino all’ultimo istante.
La band esce nuovamente dallo stage e lo spettacolo potrebbe finire anche qui… invece no, il terzo encore comincia con Let Love Rule dove il newyorchese cerca ancora una volta il filo conduttore con il pubblico incitandolo a seguire ogni suo tono vocale.
Chiude in bellezza intonando la sua flying-V a ritmo di Are You Gonna Go My Way dove riesce a far scatenare l’anima di tutti i suoi fan, ampiamente soddisfatti dopo quasi 2 ore di rock e puro divertimento, e dopo aver ricevuto tanta carica da un’artista che sinceramente non sembra davvero dimostrare i suoi 45 anni, nonostante qualche pausa davvero lunga utilizzata per far riposare le sue straordinarie corde vocali.
Dopo una settimana dalla strage di Viareggio penso che l'unica cosa opportuna sia quella di stare in silenzio. Non trovo che ci sia niente di più importante da esprimere se non il dolore.
A voi che pensate che la clandestinità sia un reato, a voi che "statevene nel vostro paese", a voi che "se venite qui non potete fare come vi pare e dovete sottostare alla nostra cultura", a voi che siete favorevoli alle ronde, a voi che pensate di aver risolto il problema sicurezza, a voi che siete fermi sostenitori di una razza superiore...
...ascoltatevi Ebano, dei Modena City Ramblers.
http://www.youtube.com/watch?v=PKq1rlyq-gY
Che paese incivile e con la memoria corta. Pensare che fino a non molti anni fa eravamo noi i clandestini.
"Mi vida va prohibida - dice la autoridad" Manu Chao - Clandestino