Continua il viaggio alla scoperta del Portogallo. Una tappa irrinunciabile in un giro del Portogallo come si deve è senza dubbio l'Alentejo.
Se penso all'Alentejo la prima parola che mi viene in mente è lentezza.
I ritmi alentejani, a detta di tutti gli altri portoghesi (e io posso confermare!) sono scanditi dalla natura, predominante in tutta la regione. Le grandi distese erbose di questa regione sono interrotte da piccoli paesi arrocati sulle dolci colline che diventano secche sotto il sole cocente dei mesi estivi.
I paesi alentejani sono in genere circondati da mura e hanno un castello o una fortificazione a testimoniare un passato scandito da diversi invasori, perlopiù spagnoli dalla vicina Castiglia.
Il mio giro in Alentejo con i fidi compagni Erasmus di viaggio è stato questo:
- un giorno al mare a Tróia e partenza in serata per Beja passando per Grandola;
- una serata e un giro veloce a Beja, poi Évora e Monsaraz durante il pomeriggio e pernottamento a Portel;
- un giorno in giro tra Moura, Serpa, Mértola, Alcoutim e pernottamento a Tavira (sia Alcoutim che Tavira sono già in Algarve, quindi ne parlerò nel prossimo post!).
Dopo aver fatto un bel giro a sud in Algarve abbiamo poi ripreso la via per Lisbona passando di nuovo per l'Alentejo. Abbiamo visto Vila Nova de Milfontes, Sines, Sant'André e Santiago de Cacem.
Per quanto riguarda i consigli di viaggio che mi sono stati chiesti da Fabio Falzone devo fare qualche piccola modifica a questo giro perchè lui non tornerà a nord una volta arrivato in Algarve e riconsegnerà qua la macchina a noleggio. Quindi eviterei Portel, dove noi siamo stati costretti a fermarci per mancanza di energie per proseguire. Il paesino non offre granché, anche se c'è da dire che avevamo trovato una sistemazione niente male in due case a 15€ circa a testa affittateci dalla stessa gentilissima signora (quella col grembiule nella foto) che ci ha sfamati abbondantemente in un ristorantino-ino chiamato "A Marenda".
Da Vila Nova de Milfontes passerei perché il mare mi sembrava bello, quando ci sono stata io purtroppo era brutto tempo e non ce lo siamo goduto. Magari potete fare una tappa prima di dirigervi a Beja, ma visto che passerete un po' di giorni al mare in Alentejo valutate se questa tappa vi ci incastra o meno. Lo stesso vale per Sines, Sant'André e Santiago de Cacem.
Vediamo ora, per ogni località, cosa c'è assolutamente da vedere:
Tróia
A scanso di equivoci, chiarisco subito che la troia in questione è una penisola che si trova di fronte a Setúbal, città natale di Mourinho! Si raggiunge da Setúbal in traghetto (circa mezzora) oppure con un giro più lungo percorrendo in macchina la costa. Le spiagge sono immense distese di sabbia bianca (18 km per la precisione), quindi occhio alle ustioni!
Beja
Per arrivare a Beja si attraversano campi dorati e vigneti, un panorama dal potere calmante che sembra non finire mai. Gran parte della bellezza sta proprio nel territorio circostante, Beja è molto piccola ma sa animarsi durante le nottate estive se si ha la fortuna di inbattersi nella sagra cittadina. Noi abbiamo optato per l'Ostello della Gioventù (Pousada da Juventude - Rua Professor Janeiro Acabado) a 11€ a notte, colazione inclusa! Fate anche un salto al bar Alter Eco e se è caldo bevete qualcosa rilassandovi sulle sdraio sul tetto.
A Beja si trovano anche cose trash come quelle in foto!
Évora
Évora è sicuramente la città più importante dell'Alentejo, è ricca di arte ed è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. E' tutta da girare a piedi, fulcro della cittadina è la Praça do Giraldo, da cui si snodano viette in ogni direzione. Da non perdere la Sé (cattedrale) e il chiostro adiacente, il Tempio romano che ricorda quelli della Valle dei Templi in Sicilia ma in miniatura, la Igreja da Nossa Senhora da Graça coi giganti che ricordano i gargoyles sulla facciata e i giardini pubblici. Sicuramente da non perdere la Igreja de São Francisco, con annessa Capela dos Ossos. Questa cappella è un luogo davvero particolare: è, infatti, completamente rivestita di ossa e per accedervi si deve passare sotto una porta la cui scritta recita "Nós ossos que aqui estamos pelos vossos esperamos" ("Noi che qui siamo ossa, stiamo aspettando le vostre"). Auguri!
Monsaraz
Ho amato fin da subito questo paese arroccato su un'altura circondata da campi a perdita d'occhio e laghi. La vista dalla cima è meravigliosa, ma lo è altrettanto dalla salita per raggiungere la cittadina. Monsaraz è un intrico di strade, mura sulle quali arrampicarsi per godere del paesaggio e un castello che svetta a una delle estremità del paese. Si gira in un'ora circa, ma c'è qualcosa - forse il vento caldo che soffiava quando l'ho visitata, forse la pianura silenziosa intorno - che me l'ha fatta scolpire nella mente come uno dei miei posti preferiti in assoluto.
Moura
Cittadina dalle origini arabe di cui sinceramente non ricordo altro che l'imponente diga di Alqueva lungo la strada. Anche qui troverete stradine strettissime e case dipinte di bianco, oltre all'immancabile chiesa in stile manuelino (lo stile tardo gotico del Portogallo).
Ah ecco, ora ricordo: a Moura abbiamo trovato dei pazzi che facevano una corrida improvvisata in uno spiazzo sterrato.
Serpa
Serpa è un piccolo gioiellino alentjano immerso nei vigneti. Le case e le strade sono talmente bianche e splendenti alla luce del sole che ogni anno si elegge "la via più bianca"! Vi consiglio di visitare il castello e di rilassarvi seduti al bar Dom Luis nella piazza principale davanti ad un buon vino alentejano e stuzzichini.
Mértola
La cittadina ha origini - e dunque fattezze - simili alle altre descritte, solamente che è diversa per quanto riguarda la posizione: Mértola, infatti, è letteralmente aggrappata sul fianco di una collina che costeggia il fiume Guadiana. Camminando sulle strade di ciottoli potrete giungere al castello dove si trova questa statua equestre della foto e alla chiesa nata come moschea.
Ringraziamenti sparsi per le foto: Alessio, Marco, Marta, Sara.











