mercoledì 22 giugno 2011

Saramago poeta


Il 18 giugno di un anno fa è scomparso José Saramago, un autore col quale - si sarà capito - sono un po' fissata, soprattutto dopo aver letto "Cecità", un capolavoro. Propio adesso ho sottomano il suo "Saggio sulla lucidità", che fatico a leggere se non ho la testa sgombra (il premio Nobel richiede applicazione).
Continuando a leggere ogni giorno il suo quaderno, il blog curato dalla Fundação José Saramago, ho apprezzato per la prima volta questa poesia intitolata, in traduzione, Quattordici giugno.
Il 14 giugno del 1986 altro non è che il giorno in cui Saramago conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, l'amatissima Pilar del Rio, per la quale compone queste righe di una dolcezza e sincerità disarmanti.


Catorze de Junho

Por Fundação José Saramago

Cerremos esta porta.
Devagar, devagar, as roupas caiam
Como de si mesmos se despiam deuses,
E nós o somos, por tão humanos sermos.
É quanto nos foi dado: nada.
Não digamos palavras, suspiremos apenas
Porque o tempo nos olha.
Alguém terá criado antes de ti o sol,
E a lua, e o cometa, o negro espaço,
As estrelas infinitas.
Se juntos, que faremos? O mundo seja,
Como um barco no mar, ou pão na mesa,
Ou rumoroso leito.
Não se afastou o tempo. Assiste e quer.
É já pergunta o seu olhar agudo
À primeira palavra que dizemos:
Tudo.

In Poesía completa, Alfaguara, pp. 636-637

Vi propongo una traduzione a braccio, non lo faccio di mestiere e non sono laureata in lingue quindi avrà sicuramente bisogno di limature, ma ci provo per farvi assaporare la poesia.

Chiudiamo la porta.
Piano, piano, i vestiti cadono
da soli si spogliano gli dèi,
e noi lo siamo, come esseri umani.
È quanto ci è stato dato: nulla.
Non parliamo, sospiriamo soltanto,
perché il tempo ci guarda.
Qualcuno avrà creato prima di te il sole,
e la luna, e la cometa, lo spazio oscuro,
le stelle infinite.
Insieme, che faremo? Sia il mondo,
come una barca nel mare, o pane sulla tavola,
o rumoroso letto.
Non si cancella il tempo. Assiste e vuole.
E già il tuo sguardo acuto chiede
alla prima parola che diciamo:
tutto.

martedì 21 giugno 2011

G.

"Non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza
aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada".
Accabadora - Michela Murgia


Volata via nell'ultimo giorno di primavera senza sentire di nuovo sul volto i raggi che ti videro nascere anni or sono. Era luglio ma questo non conta, ché l'età l'hai sempre calcolata allo scattare dell'anno nuovo.
Eri esile nel fisico ma resistente come le piante da sughero all'ombra delle quali sei cresciuta, abituata a resistere anche ai venti più forti. Leggevi tanto e sussurravi snocciolando rosari e invocando santi a me sconosciuti per ogni ricorrenza.
Senza vincoli di sangue mi hai fatto sentire a casa pur non capendo la metà delle parole che dicevi, pur essendo così distante da quel mondo che raccontavi pescando qua e là dal cestino dei ricordi.
Oggi mi ancoro ai doni che mi hai fatto senza pretenere nulla in cambio se non l'affetto sincero che provavo e che mi faceva commuovere un attimo prima di salutarti, senza sapere mai se sarebbe stata l'ultima volta. E così è stato.


sabato 18 giugno 2011

Il bacio in mezzo alla guerriglia

To pretend no one can find,
The fallacies of morning rose,
Forbidden fruit, hidden eyes,
Courtesies that I despise in me
Take a ride, take a shot now.

‘Cause nobody loves me,
It's true,
Not like you do.
[...]
Who oo am I, what and why?
‘Cause all I have left is my memories of yesterday,
Ohh these sour times.

Portishead - Sour times

Vancouver Riot Kiss - Richard Lam (2011)

Questa foto, immediatamente rinominata Vancouver Riot Kiss del fotografo Richard Lam (agenzia Getty) sta facendo il giro del mondo tramite il Web.
Il contesto è quello dei disordini esplosi a Vancouver (Canada) dopo la sconfitta della squadra di hockey cittadina dei Canucks contro i Bruins di Boston.
I protagonisti sono uno studente australiano e la sua fidanzata canadese, immortalati in questa posa fantastica che ha da subito raggiunto livelli di viralità incredibili grazie al Web.

Immediato il paragone con altre immagini di baci famosi, primo tra tutti quello (costruito) dell’Hotel de Ville "Le Baiser de l'Hôtel de Ville" (Parigi) di Robert Doisneau del 1950.

"Le Baiser de l'Hôtel de Ville" -Robert Doisneau (1950)

Con tutto il parlare di questi giorni ho conosciuto anche un altro bacio famoso, quello di "Day in Times Square" di Alfred Eisenstaedt del 1945.

Day in Times Square - Alfred Eisenstaedt (1945)

Fermo restando il dubbio sull'autenticità o meno della foto (scatto fantastico e tempismo perfetto o posa costruita?), rimane il fatto che questa immagine rappresenta molto bene un archetipo della società - Eros e Thanatos - rivisitato in chiave moderna - bacio e guerriglia urbana.



venerdì 17 giugno 2011

Pisa Blog Tour: in battello sull'Arno


Fiume Arno

Il Pisa Blog Tour 2011 ha dato la possibilità a una decina di travel blogger scatenati, altrettanti albergatori ed esperti di marketing turistico di vedere Pisa da una prospettiva originale: direttamente dal fiume Arno!
Grazie alla Cooperativa Il Navicello siamo partiti col battello dallo Scalo Romboni sul Lungarno Mediceo alla volta delle Piagge e poi indietro in direzione Bocca d'Arno, rigirandoci all'altezza del Ponte della Cittadella.

Vedere Pisa dal basso per me è stato come ricominciare da zero, io che in questa città ho studiato per cinque anni, dove lavoro attualmente e dove ho passato momenti importanti, di quelli che non dimentichi così facilmente.
Pisa vista dall'acqua come una metafora di vita: tornare alla base, ripartire dalle fondamenta, dimenticare quello che ho già vissuto e tutto quello che associo a questa città per cominciare a guardarla con una prospettiva diversa, con lo sguardo perso verso il tramonto riflesso nell'acqua.



La Cittadella - Pisa

Lungo il percorso incontriamo il Giardino Scotto con le sue mura e il suo verde, location ideale per concerti all'aria aperta e matrimoni. Poi ci sono le Piagge, dove gli sportivi pisani doc e d'adozione vanno a correre, e la Chiesa di San Michele degli Scalzi, col suo campanile storto a dimostrazione che di storto, a Pisa, non c'è solo la celebre Torre.

Il battello gira e andiamo verso ovest, dove l'Arno va a sfociare dopo una decina di chilometri nel Mar Tirreno. Vediamo palazzi storici già pronti per la Luminara, "biancheria" e bandiere con la croce su fondo rosso ovunque.
Passiamo di fronte al Museo nazionale di San Matteo, al palazzo del Rettorato dell'Università di Pisa su cui troneggia la scritta "Alla Giornata", al Museo nazionale di Palazzo Reale e la Cittadella sulla sponda destra. Sulla sinistra vediamo Palazzo Blu, sede di mostre interessanti, e la Chiesa della Spina. La maggior parte di questi posti abbiamo avuto la fortuna di visitarli con Vincenzo, la nostra infaticabile guida che ci ha fatto apprezzare questo patrimonio.

Già con questo giro si capisce che Pisa va oltre la Torre, è una città tutta da scoprire che forse ha solo bisogno di un po' di convinzione in più per far rimanere i turisti oltre quella mezza giornata dedicata al Campo del Duomo (guai chiamarla Piazza dei Miracoli!).

Cullati dall'acqua alla scoperta della Pisa sconosciuta se ne vanno i pensieri e resta solo la poesia...

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza
Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra
Anch'egli vorrebbe partire
lontano lontano sull'acqua
e vivere una nuova vita
con un po' di pancia in meno.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce
Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere
Capisce che dovrà morire
e che non ha mai amato
Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico
E' una ignobile megera
una ranocchia d'acquasantiera.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fìumi
una carrettata di fìgli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.

"In estate come in inverno" - Jacques Prévert




lunedì 13 giugno 2011

I dintorni di Lisbona: Sintra

Come avrete capito ho una piccola fissa per il Portogallo!
Per continuare il tour virtuale cominciato con l'Alentejo e proseguito con l'Algarve oggi comincio a parlarvi degli affascinanti dintorni di Lisbona, la città dove ho vissuto sei mesi.
In particolare andiamo a Sintra, la città delle fiabe.
Pronti partenza, via!

Sintra

Sintra - dettaglio delle mura del Castelo dos Mouros

Guardate! Ecco apparire il glorioso Eden di Sintra,
un variegato dedalo di monti e vallate.
Lord Byron

Se amate le fiabe e i cartoni animati della Walt Disney Sintra è il posto che non potete farvi sfuggire. Situata a solo 40 minuti da Lisbona, la cittadina portoghese è nota per i suoi castelli dai colori pastello e le sue architetture stravaganti.
Meta delle vacanze estive della famiglia reale portoghese, Sintra vanta, oltre alle spettacolari costruzioni di diversi stili, una ricca vegetazione per evadere dalla città e un centro storico dichiarato Patrimonio dell'Unesco.
Il mezzo migliore per raggiungere Sintra è il treno, che parte dalla stazione del Rossio (Lisbona), passa a fianco dell'Aqueduto de Águas Livres e costa 1,80€ a biglietto.
Di cose da vedere a Sintra ce ne sono a bizzeffe, quindi vi consiglio di passarci una giornata intera.

Mappa di Sintra

Già camminando dalla stazione al centro cittadino si incontra una commistione di stili: archi con decorazioni moresche, manuelino (lo stile tardo gotico prettamente portoghese) e azulejos nei posti più disparati.
Il primo palazzo che si incontra è il Palácio Real o Palácio Nacional de Sintra. Saltano subito all'occhio i due camini bianchi e conici che troneggiano sul palazzo, originariamente costruito dai mori e ampliato e ristrutturato in epoche successive. Degni di nota nel palazzo: gli azulejos (le tipiche piastrelle bianche e blu-azzurre decorative), i soffitti policromi decorati che raccontano storie e aneddoti della famiglia reale e le cucine coi mastodontici camini.

Palácio Nacional de Sintra

Continuando a camminare in pianura (molte attrattive di Sintra sono a diversi metri di altezza sul livello del mare) ci si imbatte in un complesso da non farsi sfuggire per la sua originalità: la Quinta da Regaleira. Il palazzo e il parco circostante risalgono al XVII secolo e sono fitti di mistero: troviamo, infatti, elementi mitologici, massonici, dei templari magici. L'idea è di un italiano (e te pareva..!), tale Luigi Manini, che ha curato le "scenografie": piante esotiche, sentieri che sembrano quelli di Alice nel Paese delle Meraviglie, statue con soggetti improbabili, fontane, grotte e cunicoli in cui si può addentrarsi (occhio a non perdervi!). La vera chicca del parco è il pozzo dell'iniziazione, che scende sottoterra per 9 ordini di scalinate di pietra.

Il pozzo dell'iniziazione - Sintra

Cominciando a inerpicarvi per le salite di Sintra troverete un paio di capolavori architettonici.
Uno di questi è il Palácio da Pena, un castello del XIX secolo che mescola stile arabo e tedesco (nazionalità del costruttore). Il Palácio da Pena è il luogo adatto ai romantici di tutto il mondo e non ha niente da invidiare ai castelli delle principesse della Disney. La vista dalla cima dei 500 ed oltre metri di altezza è strepitosa, senza considerare che tutto intorno il verde della collina e del parco del castello rendono il tutto ancora più suggestivo.

Il Palácio da Pena - Sintra

Infine, non si può non notare il Castelo dos Mouros (il castello moro), che svetta dalla cima della collina di Sintra. Fu costruito nell’VIII secolo dai Mori e poi conquistato da Alfonso Heriques nel 1147. Costituisce il luogo panoramico migliore della zona e dà veramente un'aria di imponenza con le sue mura che ricordano la muraglia cinese. Le mura sono percorribili a piedi.

Se volete qualche informazione in più su Sintra (in portoghese) ne avevo già accennato qui.
Dopo tutto il cammino che vi ho fatto fare, però, mi sembra giusto concedervi una pausa merenda: non potete non assaggiare le Queijadas, le tipiche tortine al formaggio e cannella di Sintra e i Travesseiros, (letteralmente "cuscini") fatti di pasta sfoglia e con ripieno di marmellata.
Bom apetite!

domenica 12 giugno 2011

Ti racconto il mio prossimo libro 2011 a Pietrasanta


Non faccio a tempo a guardare il calendario ed è già giugno inoltrato. Faccio la spola da Pisa a casa tutta la settimana e non mi accorgo che a Pietrasanta, a soli 15 chilometri da casa mia, c'è un evento interessantissimo a cui avevo già partcipato lo scorso anno.
Si tratta di Anteprime: ti racconto il mio prossimo libro, un evento che permette a scrittori famosi, musicisti, politici e giornalisti di raccontarsi e parlare del libro che hanno in uscita. Ma non solo: è il pretesto per parlare del Paese, di attualità e del bisogno che abbiamo di svegliarci.
Dopo essermi persa Roberto Vecchioni, Vauro Senesi, Luca Telese e altri personaggi interessanti quelli di oggi non voglio farmeli sfuggire.

Pietrasanta: il duomo

Ormai il 10 e 11 giugno sono andati, ecco il programma di oggi, 12 giugno:

h 18:30 (Galleria Cardi)
Antonio Monda

h 18:30 (Sala Annunziata)
Lina Bolzoni e Gabriele Pedullà

h 18:30 (Chiesa Sant’Agostino)
Raffaele Morelli

h 18:30 (Cortile del Chiostro)
Fabio Picchi

h 18:30 (Piazza Duomo)
Stefano Bollani

h 18:30 (Aula Magna Lazzeri)
Luigi Garlando*

h 19:30 (Galleria Cardi)
Sandrone Dazieri

h 19:30 (Sala Annunziata)
Domenico Starnone

h 19:30 (Cortile del Chiostro)
Folco Quilici*

h 19:30 (Chiesa Sant’Agostino)
Concita De Gregorio

h 20:30 (Galleria Cardi)
Melania Mazzucco

h 20:30 (Cortile del Chiostro)
Moreno Cedroni

h 20:30 (Chiesa Sant’Agostino)
Massimo Picozzi

h 20:30 (Aula Magna Lazzeri)
Cassandra Clare*

h 21:30 (Piazza Duomo)
Ken Follett in concerto con la sua band Damn Right I Got The Blues

* Speciale Anteprime per bambini e ragazzi


martedì 7 giugno 2011

Pisa Blog Tour: un progetto 2.0 per far conoscere Pisa oltre la Torre

Pisa = Torre pendente.

Quante volte avete sentito le frasi "Cosa c'è a Pisa oltre la Torre?" o "A parte Piazza dei Miracoli non c'è niente da visitare a Pisa"?
Per motivi di studio prima e di lavoro poi frequento Pisa da 7 anni e vi assicuro che mi è capitato spesso di sentire commenti di questo genere fatti sia da pisani acquisiti sia da turisti di passaggio.
Per sfatare questo mito e valorizzare le bellezze nascoste della città toscana ecco che nasce il Pisa Blog Tour 2011 dal 15 al 17 giugno 2011.
Dopo aver fatto parte del Social Media Team della Festa dell'Uva e quello della Festa del Cavatore a Capoliveri sono proprio felice di poter far parte anche di questa iniziativa... Blogger rulez!

Il progetto di promozione turistica 2.0 nasce da un'idea di Andrea Romanelli, vice presidente di Federalberghi Pisa e proprietario dell'Hotel La Pace a Pisa ed è coordinato da Officina Turistica in collaborazione con l'Ente Bilaterale del Turismo Toscano (EBTT) e altri operatori locali come Mind Lab Hotel, Top 5 viaggi, Centro Visite San Rossore, Cooperativa il Navicello.
Ma non è finita qui: Trivago e Zoover.it saranno i Media Partner dell'evento.

In occasione della tre giorni pisana ci sarà in data 15 giugno un evento formativo sul Social Media Marketing dal titolo “Social tools [4]tourism” coordinato da Antonio Maresca, Arturo Salerno e Giovanni Cerminara di Kuddle Network.
Quindi blogging + social media marketing spiegato da esperti = brodo di giuggiole e gioia infinita!

Il Social Media Team del Pisa Blog Tour sarà composto, oltre che dagli organizzatori Ivo Riccio di Vivoecondivido e Mobloggo e Francesca Turchi di Travel’s Tales, da travel blogger di indubbia fama ;) ossia:
I Lungarni illuminati dalle candele per la festa di San Ranieri

L'hasthtag ufficiale per seguire l'iniziativa su Twitter è #pisablog11.
Non avete scuse per perdervi Pisa oltre la Torre!

Domani, mercoledì 8 giugno, si terrà la conferenza stampa dell'evento Pisa Blog Tour. L'appuntamento è alle ore 11 nella sala della Provincia di Pisa, Piazza Vittorio Emanuele II, 14.


lunedì 6 giugno 2011

Festa del Cavatore a Capoliveri: la cava di Calamita

Miniere di Calamita - Capoliveri

Avete presente quei film americani con energumeni, sudore e cazzotti?
Questa è la prima impressione che ho avuto delle miniere di Calamita: un set perfetto per una pellicola cinematografica ambientata negli anni Cinquanta nel deserto statunitense.
La seconda tappa del tour guidato da Filippo, ex minatore delle miniere di Capoliveri, è stata proprio all'insegna della scoperta di questo sito unico al lato delle miniere del Ginevro.
Tutto intorno ai macchinari e alle strutture dismesse un Eden di verde e azzurro e una spiaggia bianca che non ti aspetti.

Spiaggia bianca sotto le miniere di Capoliveri

Ogni dettaglio merita una foto e il Social Media Team della Festa del Cavatore di Capoliveri si sbizzarrisce mentre ascolta le spiegazioni di Filippo: ci sono la centrale elettrica, la laveria, i silos, i nastri trasportatori, la pesa, la griglia. Tutto è arrugginito e porta i segni del tempo, ma questo non fa che aumentarne il fascino in ricordo dell'epoca in cui tutto questo funzionava producendo un rumore assordante.

Macchinari arrugginiti

La cosa che stupisce di più sono i colori: il sole batte a picco sulla roccia calcarea ricordando picchi innevati più che una cava a ridosso del mare. Poi ci sono le rocce: una tavolozza da pittore impressionista che si fa più ricca quando queste sono bagnate dalla pioggia per esaltare tutte le sfumature. Tutto intorno il rosso del ferro e delle ruggine poi cielo e mare a perdita d'occhio. E il verde della vegetazione naturalmente.

Dettaglio di una gru alle miniere di Calamita

Il luogo ispira e si presta all'interazione con le macchine dismesse: passiamo tra i silos, montiamo sulla gru e ci affacciamo da dove un tempo partivano i carichi di minerali alla volta di Rio Marina affinché se ne analizzasse in laboratorio la purezza. Filippo ci racconta che in questo punto le navi perdono la bussola nel senso stretto del termine: subiscono una deviazione magnetica e vengono calamitate a riva senza sapere dove sia il nord. Per non perdere la bussola ci facciamo guidare dall'ex minatore fino alla sbarra che delimita questo luogo in modo che sia accessibile solo per visite guidate o per temerari ciclisti avventurosi.
Ci congediamo più polverosi, più consapevoli della fatica provata dai minatori e con la speranza che tutto questo non si perda con gli ultimi testimoni oculari, ma venga tramandato grazie a iniziative come quella della Festa del Cavatore e la passione di tutto un paese - Capoliveri - per la memoria storica e le proprie radici.

venerdì 3 giugno 2011

Vita da minatori: la Miniera del Ginevro spiegata da Filippo

Filippo Boreali in miniera - Foto di Alessandro Beneforti

Il Social Media Team della Festa del Cavatore di Capoliveri ieri ha avuto l'onore di incontrare Filippo Boreali, uno dei cavatori elbani che per anni ha lavorato nelle viscere della terra al complesso di Miniere del Ginevro e di Calamita.
Filippo, 70 primavere (portate in modo splendido) di cui 27 passate sottoterra in una delle miniere più produttive d'Italia, ha accompagnato il Social Media Team della Festa del Cavatore di Capoliveri in quello che è stato il suo posto di lavoro fino alla chiusura della Miniera del Ginevro nel 1981.
Accompagnandoci fino a meno 54 metri sotto il livello del mare tra umidità, buio, rotaie e macchinari dismessi, abbiamo percorso non solo fisicamente, ma anche storicamente quella strada con Filippo.
La vita del minatore è dura per antonomasia e Filippo ce ne ha descritto con partecipazione le caratteristiche: sveglia prima che il sole sorga, partenza da casa a piedi o con l'asinello negli anni 20 e 30 del Novecento e con l'autobus della miniera negli anni Sessanta quando lui è entrato a lavorare lì, pranzo portato da casa in un contenitore preparato dalla moglie con le stesse pietanze della cena della sera precedente.
Anzi, lui non l'ha definito pranzo ma "colazione", visto che doveva essere consumata in massimo mezz'ora alle 10 di mattina nella sala mensa insieme agli altri trenta minatori. Il pasto del cavatore è chiamato "convio" e consisteva spesso in un tozzo di pane secco, cipolle e l'immancabile fiasco di vino.
Tra gli aneddoti che ci ha raccontato, Filippo ha ricordato con commozione quella volta in cui un minatore bagnò un tozzo di pane talmente secco da risultare non commestibile anche a un palato non avvezzo certo alla novelle cuisine e sentì uno dei capi della miniera commentare: "Guarda com'è pulito quel minatore, lava addirittura il pane".

Sala mensa dei minatori e caschetti protettivi

Filippo Boreali ci ha raccontato anche che i minatori non avevano nemmeno il tempo di distrarsi un attimo: l'obiettivo del mese era fare un metro di scavo al giorno e tutto quello che facevano in più era pagato a cottimo, motivo per cui spesso si lavorava più velocemente del dovuto e senza badare troppo alla sicurezza.
Esplorazione per l'estrazione del minerale, preparazione, coltivazione del minerale, fronte di abbattimento, candelotti, miccia, mine, volata, argani: queste le parole che Filippo ci ha insegnato e che sommate costituiscono quello che l'ex minatore ha definito un lavoro bestiale.
Filippo è entrato a lavorare nel complesso delle miniere di Calamita a soli 18 anni e alla domanda su come si sente a tornare in miniera ci risponde fissandoci un po' con uno sguardo che la sa lunga, che pondera la risposta per non dirci solo che è stata una fatica disumana.
Prima di congedarci ci ha detto che torna talmente spesso in miniera ad accompagnare gruppi di turisti e studenti che ormai non è più una cosa strana, ma all'inizio, poco dopo essere andato in pensione, era una sensazione di fastidio quella che provava al rimettere piede in quel luogo buio in cui ha passato gli anni migliori della vita.
Niente è più sentito e partecipato di un uomo che dice "Quando parlate della miniera parlatene bene" e che invita a tornare il giorno seguente per visitare insieme a lui, Cicerone d'eccezione, la miniera del Vallone perché "altrimenti la visita non è completa".

Il Social Media Team della Festa del Cavatore in miniera - Foto di Alessandro Beneforti

Oggi il Social Media Team della Festa del Cavatore di Capoliveri sarà quindi impegnato con Filippo Boreali per la seconda parte della visita al complesso minerario estrattivo di Calamita e stasera col concerto del quartetto d'archi Euphoria nella splendida cornice naturale della miniera.
Seguiteci su Twitter con l'hashtag #fdc2011.

mercoledì 1 giugno 2011

Meno uno alla Festa del Cavatore a Capoliveri

Spiaggia di Lacona - Isola d'Elba

Meno uno alla Festa del Cavatore a Capoliveri, Isola d'Elba. La dura vita della blogger mi impone di scrivervi dalla spiaggia di Lacona, dove ho passato il week end appena trascorso. :)
Rispetto al programma precedentemente comunicatovi (il linguaggio da ufficio fatica a staccarsi da me) ci sono piccoli cambiamenti, illustrati da Ivo Riccio nel suo brand new blog.
In attesa dell'inizio ufficiale dei lavori vi presento la squadra che non vi farà perdere nemmeno una virgola di quello che accadrà a Capoliveri dal 2 al 5 giugno:

Sono proprio curiosa di vedere cosa combineremo con questo Social Media Team!
Stay tuned!