giovedì 29 settembre 2011

Fès - Marocco: in cerca di consigli

"Mettiti in cammino anche se l'ora non ti piace.
Quando arriverai l'ora ti sarà comunque gradita"
Proverbio tuareg

In una giornata particolarmente inutile due amiche decidono di provare le varie combinazioni di andata e ritorno più economiche che le varie compagnie aeree low-cost offrono.
Mettiamo che nella stessa serata le due amiche in questione siano un po' su di giri, sparino un po' di mete e trovino un'offerta imperdibile in capo a un mese. Mettiamo che le due amiche abbiano anche una prepagata con un po' di soldi e il gioco è fatto!
È così che a fine ottobre me ne andrò tre giorni a Fès! :)
La spesa per l'aereo è archiviata e c'è anche la soddisfazione del fatto che sia irrisoria, ora confido nella generosità del mondo dei travel blogger per alcune dritte su dove dormire, cosa fare e cosa vedere!

Fès

Come per ogni viaggio totalmente organizzato in proprio mi sono messa a fare un po' di ricerche e per ora ho scoperto che Fès è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, è la terza città del Marocco per popolazione, è la più antica città imperiale del Marocco ed è gemellata con Firenze e Napoli!

Tra i consigli che ho letto non c'è guida o persona che non mi abbia detto di stare attenta all'acqua e a tutte le bevande non confezionate. Nella top 3 dei consigli c'è sempre quello di mercanteggiare e trattare sul prezzo, perché questo fa parte della cultura. Un altro suggerimento che trova tutti d'accordo è quello che due donne chiare di carnagione evitino la medina di notte. Siete d'accordo? A me non piace farmi tanti problemi quando viaggio, mi sono sempre sentita al sicuro anche viaggiando di notte per strade sconosciute, però questo è un mondo che non conosco e vorrei evitare spiacevoli episodi.

Colorazione dei tessuti a Fès

Dopo aver dato un'occhiata sui blog amici in cerca di consigli e cose da vedere a Fès e dintorni non mi resta che appellarmi a voi e chiedervi qual'è la parte più autentica di Fès, che cosa devo assolutamente vedere, mangiare, bere, sentire. Ogni suggerimento è ben accetto, compresa la sistemazione per dormire e locali tipici, oltre alle escursioni consigliate.

Non vedo l'ora di perdermi (in senso figurato!) all'interno della medina, vedere le medersa, mangiare cibi carichi di spezie, comprare oggetti di artigianato tipico e vestiti che mai indosserò. Non vedo l'ora di scattare milioni di foto colorate, respirare aria africana e contrattare coi locali.

lunedì 26 settembre 2011

La ricetta del tiramisù

Tra una ricetta e un'altra questo blog sta prendendo una piega culinaria del tutto inattesa data la mia scarsa familiarità coi fornelli.
Stavolta, come una degna allieva di Giallo Zafferano, mi sono prodigata per il tiramisù del compleanno di Gianluca, tiramisù che lui e mia sorella si staranno sbafando in questo esatto momento alla faccia mia! (auguri Gianluca!).

La ricetta del tiramisù è semplice e richiede un'oretta di preparazione. Non dovendo usare il forno si presta bene per quelle volte in cui non si ha molto tempo e si vuol fare bella figura! Non è proprio la quintessenza della leggerezza, però il gusto è ottimo!

Gli ingredienti

Ecco gli ingredienti e le relative dosi per 6 persone:
  • 100 g di zucchero
  • 4 uova (di cui solo 2 albumi)
  • 500 g di mascarpone
  • una scatola di Pavesini
  • 4 caffé
  • una tavoletta di cioccolato fondente
Le fasi della preparazione

Preparazione:

In una ciotola abbastanza capiente unite lo zucchero ai tuorli e amalgamate bene.
Aggiungete il mascarpone e gli albumi montati a neve.
Mescolate fino ad ottenere un composto spumoso.
In una pirofila spalmate un primo strato della crema ottenuta e fate un altro strato di Pavesini zuppati nel caffé. Basta una passata veloce nel caffé, i biscotti non devono sbriciolarsi.
Continuate con gli strati fino all'esaurimento della crema.
Cospargete la superficie con scaglie di cioccolato fondente.
Servite il tiramisù freddo.

Il risultato finale!

Buon appetito! :)


sabato 24 settembre 2011

A Capoliveri tutto pronto per la Festa dell'Uva 2011

Quest'anno a causa di impegni di lavoro (fa sempre molto professional dire così!) non ho potuto partecipare alla tradizionale vendemmia di famiglia. Quale migliore occasione per recuperare se non la Festa dell'Uva di Capoliveri? Dopo aver partecipato all'edizione 2010 avrò l'onore di partecipare anche all'edizione 2011, ovviamente coordinata da Officina Turistica.

La festa comincia il 30 settembre con i giochi tra i 4 rioni di Capoliveri: Fosso, Fortezza, Baluardo e Torre. Qui trovate i vincitori dell'anno scorso... chi vincerà quest'anno?
Si prosegue poi per i successivi due giorni con un mix di momenti istituzionali e goderecci! Per tutta Capoliveri, infatti, troverete stand eno-gastronomici coi prodotti tipici locali. Per il programma completo potete dare un'occhiata al sito del Comune.

Festa dell'Uva 2010: gli effetti del vino sui blogger Foto di Alessandro Beneforti

Vi presento il Social Media Team 2011 per la Festa dell'Uva 2011 di Capoliveri.

I coordinatori:
I fotografi (e blogger):
I blogger:
Supporto e logistica:
Il momento della proclamazione del rione vincitore 2010

L'hashtag ufficiale per seguirci su Twitter è #elbauva2011.
Potrete seguirci, inoltre, sul blog di ViviCapoliveri, sul canale Vimeo e su Flickr.Inserisci link

giovedì 22 settembre 2011

Il lorem ipsum di Pulp Fiction

Che cos'è il Lorem Ipsum?

Il Lorem Ipsum è un testo usato nella tipografia utilizzato in fase di impostazione della pagina per non distrarre i grafici mentre impostano la pagina. È un testo segnaposto standard usato anche da designer e programmatori apparentemente composto di parole a caso, invece proviene nientepopodimenoche da un brano di Cicerone (da "De Finibus Bonorum et Malorum" per fare proprio i secchioni o nel caso in cui ve lo chiedessero al Milionario!).

È riconosciuto, infatti, che un lettore è distratto dal contenuto se il testo è leggibile. Il vantaggio del Lorem Ipsum è che permette una normale distribuzione delle lettere, cosa che non avviene quanto si utilizzano brevi frasi come “testo qui” e si dispone come un normale blocco di testo leggibile.


Il lato negativo, se così lo vogliamo definire, del Lorem Ipsum è che è monotono e sempre uguale a se stesso da secoli. A volte, addirittura, è successo che in alcuni quotidiani e riviste si fossero dimenticati di sostituirlo col testo vero, ottenendo come risultato la pubblicazione del Lorem Ipsum e conseguente figuraccia.


Ecco che entra in scena Samuel L Jackson con un Lorem Ipsum creativo che rispecchia il personaggio di Jules Winniefield in Pulp Fiction. Nella scena finale del film Jules spiega a Zucchino (il personaggio maschile nella coppia di rapinatori del film) che ogni volta che uccide una persona recita un passaggio dalla Bibbia. Famosissimo il passaggio del film in cui Jules recita un versetto dal Libro di Ezechiele (che in realtà non esiste!). Il versetto è questo:

"Ezechiele, 25:17. Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te!"


Se volete, quindi, un Lorem Ipsum alternativo non dovete far altro che andare in questa pagina e divertirvi.

mercoledì 21 settembre 2011

New York for dummies: the subway


I cartelli della metropolitana a New York

Il primo impatto con la metropolitana di New York è un vero e proprio delirio. Nonostante sia uno dei simboli della città (le magliette con le stampe delle varie linee sono un must per i turisti) i suoi 1062 chilometri sono stati spiazzanti per una come me, abituata a lottare coi trasporti pubblici italiani mai capillari e tantomeno puntuali.
La motivazione principale che spinge gli utenti ad utilizzare la metropolitana di New York è che è economica - 1,25 $ a biglietto - e capillare, nonché attiva 24 ore su 24. Non ultimo, un altro motivo per utilizzare the subway è l'evitare le code stratosferiche e gli ingorghi che si creano "in superficie".

Il delirio di Times square

Innanzi tutto, la regola d'oro numero 1 è capire se si vuole andare uptown o downtown e già avete un problema risolto! Ad ogni modo, se non riuscite a orientarvi potete tranquillamente chiedere ai passanti: i newyorkers sono disponibili e mi è capitato che si fermassero a chiedere se avessi bisogno di aiuto!
Quando nelle cartine vedete le linee tratteggiate significa che quei tratti sono serviti solo durante le ore di punta (le "rush hours" per dirla come i locali!).
Altro accorgimento fondamentale: fate attenzione ai treni espressi: sono quelli che non fanno tutte le fermate e rischiate di trovarvi troppo avanti rispetto a dove volevate andare. Il trucco per riconoscere le linee espresse è guardare nella cartina della metro le fermate cerchiate di bianco.
Last but not the least... entrate dalla parte giusta della stazione! A volte gli ingressi per downtown e uptown sono diversi. Sbagliare significa, talvolta, dover ricomprare il biglietto.
Se volete essere dei veri newyorkesi, inoltre, dovete chiamare la metropolitana "the train".
That's it! Qui sotto una cartina "for dummies" per sapere dove scendere per non perdere le attrazioni principali della Grande Mela!



martedì 20 settembre 2011

Il cielo












Per amor del cielo, oh mio cuore disperato,
io ti porterò lontano
via da questo buco.
Per amor del cielo, saliremo su di un treno
a cercare quelle stelle
che ci porteran fortuna.

[...]

Bobo Rondelli - Per amor del cielo


















[...]
Picture yourself on a train in a station,
With plasticine porters with looking glass ties,
Suddenly someone is there at the turnstile,
The girl with kaleidoscope eyes.

Lucy in the sky with diamonds(diamonds).
Lucy in the sky with diamonds(diamonds).
Lucy in the sky with diamonds(diamonds).
Ah... Ah...

The Beatles - Lucy in the sky with diamonds













[...]
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d'invidia o di gelosia
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesie, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh...

Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu














Quante volte,
ho guardato al cielo…
ma il mio destino è cieco… e non lo sa!
E non c'è pietà,
per chi non prega, e si convincerà…
che non è solo una macchia scura…
il cielo!
[...]

Renato Zero - Il cielo













[...]
Su questi anni e sul cielo di noi,
Sulle ragioni dei nostri perché
Nuvole in corsa in un attimo che
Passerà.
E rimarrà forse il vuoto di noi
A disarmare i rimpianti che so
Per ricordarci in un attimo che
Passerà.
Flusso, derive, parole.

Subsonica - Nuvole rapide














[...]
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Fabrizio De Andrè - Le nuvole


Foto 1: Il cielo dietro lo skyline di New York visto da Brooklyn (agosto 2011)

Foto 2: Il cielo al tramonto a Massarosa (settembre 2011)

Foto 3: Il cielo a Manhattan - NYC (agosto 2011)

Foto 4: Il cielo sopra Buffalo - Niagara Falls (New York) (agosto 2011)

Foto 5: Il cielo del New Jersey visto dal Top of the Rock (agosto 2011)

Foto 6: Il cielo di Massaciuccoli (LU) (gennaio 2011)

venerdì 16 settembre 2011

Leaving New York is never easy



La strada del ritorno ha sempre qualcosa di malinconico.
Una leggera tristezza.


Banana Yoshimoto

Fallin man - Richard Drew*

Un mese fa partivo per New York.
Potrebbe bastare questo a giustificare non dico l'assenza prolungata dal blog, ma almeno l'umore altalenante che ha contraddistinto questa settimana. Invece ci si è messa anche la luna, e volendo proprio trovare una spiegazione estranea alle nostre azioni mi appiglio all'influenza che ha per i nati sotto il segno del Cancro. Non c'è scusa più utile, a volte, di attaccarsi all'inappellabile verdetto dei segni dello Zodiaco così che prendersela con gli astri risulta comodo se qualcosa (o apparentemente tutto) va storto. Del resto, quante persone perfettamente ragionevoli e rispettabili ho sentito dire "ho la luna storta" o "colpa della stagione"?
La verità è che questa settimana mi sono sentita come quando ti fermi prima delle strisce pedonali per far passare il pedone di turno e quello scomoda pure qualche santo in paradiso perché a suo parere andavi comunque troppo veloce, o ti sei accostato troppo. O semplicemente ha le palle girate, devo ricordarmi che non è che tutto il mondo ce l'ha con me.
Fatto sta che ogni volta che aprivo la pagina di pubblicazione del blog non avevo abbastanza coraggio per scrivere, perché sono convinta che gli scrittori (non che io mi ritenga tale, ci mancherebbe) debbano necessariamente avere una bella faccia tosta per scrivere e partorire i pensieri sotto forma di ricami, o di colpi d'ascia a volte, o di scarabocchi e flussi di coscienza.
In testa un'immagine, quella del falling man, foto-simbolo del 9/11. E una canzone che è diventata un tarlo, che ricompare con la pervasività di uno spot orecchiabile.

You might have laughed if I told you (it's pulling me apart)
You might have hidden a frown (change)

You might have succeeded in changing me (it's pulling me apart)
I might have been turned around (change)


It's easier to leave than to be left behind (it's pulling me apart)

Leaving was never my proud (change)

Leaving New York, never easy (it's pulling me apart)
I saw the light fading out

You find it in your heart, it's pulling me apart
You find it in your heart, change...


I told you, forever
I love you, forever
I told you, I love you

I love you, forever

I told you, forever

You never, you never

You told me forever

Leaving New York - R.E.M.

5th Avenue - New York City

*Vi consiglio questo interessante articolo su Il Post.

sabato 10 settembre 2011

Dieci anni

[...]
e spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d’amore delle centrali nucleari
e tutti gli altri Vietnam
[...]

Per respingerti in mare - Le luci della centrale elettrica


Via Spotanatomy


mercoledì 7 settembre 2011

La ricetta dei pancakes

Avete mai assaggiato i pancakes? Per coloro che non hanno avuto questa fortuna e che non sanno cosa si perdono vi propongo la ricetta segreta calibrata da un'amica di mia sorella e poi sperimentata in famiglia per la gioia di tutti noi!

Innanzi tutto il pancake prende il nome da "pan" cioè padella e "cake" che come sapete significa dolce. Da sempre i pancakes sono un’immancabile presenza nelle colazioni americane, come si può dedurre da produzioni cinematografiche e da serie televisive.
Simile alla crêpe francese nel gusto, se ne distingue per alcune quantità negli ingredienti e per lo spessore: rigorosamente piatta la prima, alta almeno 0,6-0,7 cm i pancakes.

Questa è la ricetta sperimentata da mia sorella Sara:

180 g di farina
2 uova
1/2 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di olio d'oliva (al posto del burro)
2 cucchiaini di lievito
1/2 cucchiaino di sale
220 ml di latte

Col topping viene il bello! Tradizionalmente serviti con lo sciroppo d’acero (che abbiamo comprato in quantità industriali a New York), si possono trovare in numerose varianti:
- blueberry pancakes ai mirtilli accompagnati da burro d’acero (maple butter) caldo,
- banana macadamia nut pancake i pancakes alla banana e noce di macadamia,
- lemon ricotta pancake un concentrato di limone, burro, ricotta e sciroppo d’acero,
- pancake ricoperto di cioccolato, mousse alla fragola e cocco tritato,
- sour cream pancake (alla panna acida) e frutta fresca di stagione,
- gingerbread (i biscotti pan di zenzero) pancake con il burro di zucca caldo,
- apple-cinnamon pancake (mela e cannella).



La preparazione è decisamente semplice, a prova di cuochi inesperti: in un recipiente medio unite farina, lievito, zucchero e sale. Mescolate e mettete da parte. In un altro recipiente sbattete i bianchi dell'uovo, poi sbattete il giallo e mescolatelo bene con latte e olio, poi uniteli agli altri ingredienti e mescolate il tutto finché il composto non è omogeneo. Quindi aggiungere gli albumi montati.
Ungere e riscaldare a fuoco moderato una padella antiaderente di circa 10 cm di diametro, mettete il composto per un'altezza di circa 0,6-0,7 cm. e cuocere finché la parte superiore fa delle bolle e pare asciutta. Girate il pancake e cuocetelo dall'altra parte. A questo punto ripetete l'operazione per tutti i pancake che volete mangiare. Solitamente si servono a 3 alla volta, sovrapposti.

A New York non è difficile trovare bar e ristori che li preparano sul momento, da mangiare rigorosamente caldi. Noi siamo andati a fare colazione coi pancakes in un bar dimenticato da Dio tra la 6th Ave. e Central Park e col classico topping allo scirppo d'acero erano buonissimi, a dimostrazione del fatto che non importa andare a cercare posti famosi per mangiarli.


martedì 6 settembre 2011

Óbidos - Portogallo





The Village from Pedro Sousa | visuals on Vimeo.

Il video che vedete è stato realizzato dallo studio portoghese Bold Creative Studio con una Canon e applicando la tecnica fotografica del tilt shift nella post-produzione. Questa tecnica viene generalmente utilizzata per rendere le persone e le cose ritratte molto piccole, come in una specie di modellino. In questo caso tutte le immagini che si vedono sono delle zone di Óbidos e São Mamede.

Óbidos - Foto di Phil

Óbidos è una cittadina abbastanza sconosciuta del Portogallo situata nella regione di Estremadura, a un'ora circa a nord di Lisbona. La caratteristica che spicca immediatamente sono le alte mura medievali di forma ellittica. All'interno delle mura si dipana un dedalo di stradine e case bianche le cui porte e finestre sono contornate da vernice gialla e blu brillante, rendendo il posto molto affascinante.
Il paese merita una visita anche per quanto riguarda l'aspetto eno-gastronomico: non si può dire di conoscere il Portogallo se non si è mai bevuta la famosa Ginja di Óbidos!

Le amarene con cui si produce la ginjinha

Fonte: Brainstorm9



lunedì 5 settembre 2011

Travel Different ai Macchianera Blog Awards 2011 e altre novità

Come ogni anno è arrivato il momento delle nomination ai Macchianera Blog Awards 2011. Per chi non lo sapesse (praticamente tutto il mondo esclusi i blogger!) questo evento è il corrispondente del red carpet nel cinema, ma in questo caso ad essere votati e premiati sono i blog italiani.
La novità di quest'anno, come hanno già scritto i miei colleghi Alex, Giuseppe, Danilo, è che Travel Different, il blog col quale collaboro e in cui parlo di viaggi, è nella rosa dei candidati per la categoria "Miglior sito o blog turistico"!
L'evento è stato del tutto inaspettato, sicuramente graditissimo: non ci sembrava vero aver raggiunto un così importante traguardo dato che il blog è giovanissimo. Pensare che a soli due mesi di vita Travel Different ha già questo seguito mi rallegra davvero tanto!

Oltre a ringraziarvi per la nomination vi invito caldamente a votarci: abbiamo fatto 30, facciamo 31! Sarebbe fantastico andare alla BlogFest a Riva del Garda sabato 1 ottobre e tornare con un premio in mano!
Votare è semplice, basta andare alla pagina con la scheda di votazione qui. Avete tempo fino al 28 settembre ma perché non farlo subito?!

La regola è che bisogna votare un nome per ogni categoria, non voglio darvi dritte in merito alle altre categorie perché i gusti sono gusti, fate come volete, ma non sbagliate su Travel Different! :)

Già che sono in veste di questuante, vi invito a fare un salto sulla nuovissima pagina Facebook di Mercoledì tutta la settimana: se cliccate su "Mi piace" il mio ego ringrazia! ;)
Grazie fin da ora.


giovedì 1 settembre 2011

Wake me up when September ends

here comes the rain again
falling from the stars
drenched in my pain again
becoming who we are

as my memory rests
but never forgets what I lost
wake me up when September ends

Green Day - Wake me up when September ends



Che fregatura settembre, arriva in un attimo portandosi via le giornate lunghe e le maniche corte. Non fai in tempo ad accorgertene ed è già tempo di svegliarti alle sette ogni giorno, senza poter rimandare "The dog days are over" che ti ricorda con cadenza regolare che devi abbandonare il materasso.
Altro che a Capodanno, è a settembre che si fanno i buoni propositi quasi sempre disattesi, mandati a benedire coi primi freddi: quest'anno andrò in palestra tre volte a settimana, mangerò meglio, dormirò di più e sarò finalmente serena.
Nel frattempo l'abbronzatura comincia a sbiadire in modo inspiegabilmente veloce, allo specchio ti vedi già pallido e maledici le volte che sei rimasto sotto l'ombrellone per troppa prudenza o troppa pigrizia. Avercelo quel sole, a settembre.
Gradualmente, quasi in modo impercettibile, comincia a farsi spazio tra la pancia e le viscere un languore, il "mal di settembre" come lo chiama la mia amica I., un ricordo d'infanzia che ti riporta sui banchi di scuola, libri al posto delle lucertole. Odore di carte non ancora sfogliate e cartolerie svaligiate.
Me ne sto qui tra bilanci e speranze, ascoltando i Temple of the dog e a trovare una frase che non arriva per chiudere questo post.