lunedì 31 ottobre 2011

Twitter: una mini-guida per i nuovi arrivati

Quando un anno fa ho creato il mio primo account Twitter in occasione della Festa dell'Uva di Capoliveri non non avrei di certo pensato di arrivare ad utilizzarlo con assiduità e passione.
Da un po' di tempo mi ritrovo, infatti, a parlarne in modo entusiastico con chi ne è a digiuno.
La personalissima campagna di sensibilizzazione che sto portando avanti ha coinvolto persone a me vicine, ma con loro ho riscontrato un po' di smarrimento (normale) che si prova da principianti.
La principale critica che viene mossa al social in questione da chi non lo usa (mia sorella in primis) è "ma che me lo faccio a fare un account su Twitter?". Ecco, voglio provare a dare una risposta a questa domanda!
Questo post vuole, dunque, essere un aiuto per tutti i newbie ma non ha assolutamente la pretesa di essere onnicomprensivo o tecnico.


Buone twittate! :)

Principio base di Twitter
La regola d'oro di Twitter è la brevità intesa come poche batture a disposizione per dire tutto (sono solo 140 caratteri) e come immediatezza. Penso che sia un ottima palestra per imparare la sintesi - dono di cui poche persone sono dotate - e per arrivare al punto senza girare troppo intorno alle questioni.
In inglese twitter significa "cinguettio" o "pigolio", però ho scoperto una piccola curiosità: "to be all of a twitter" significa "essere tutto agitato, eccitato" quindi occhio! ;)

Primi passi su Twitter
Innanzi tutto bisogna creare un account. La cosa è piùttosto semplice, occhio soprattutto alla scelta del nickname: in un social network in cui bisogna rientrare in 140 caratteri bisogna evitare nomi lunghi, pena il drastico accorciarsi dello spazio a disposizione per il contenuto del tweet.

Personalizzare Twitter
Tra le varie cose che si possono fare sulla propria pagina personale di Twitter c'è la redazione di una biografia (ovviamente breve!), selezionare un tema come sfondo nella sezione "Aspetto" e caricare una foto come immagine del profilo (basta con queste uova di default!).

Il dizionario di Twitter
(sottotitolo: le parole sono importanti)

Tweet: messaggio di 140 caratteri.
Twetter: chi utilizza Twitter (in Italia si usa anche twittero/a ma non suona granché).
Followare/Defolloware = seguire/smettere di seguire un account. La cosa fantastica di Twitter è che, a differenza degli altri social network, non fa stabilire relazioni bidirezionali: tu puoi seguire me ma non è detto che io segua te e viceversa.
Follower: persone che ci seguono su Twitter
Following: persone che seguiamo su Twitter
Hashtag (#):
va messo davanti a una parola per dare rilevanza a un concetto e, cliccandoci sopra, permette di seguire l'argomento atraverso i tweet di tutti (anche quelli dei non follower).
Menzioni (@): sono i tweet che parlano di noi o sono rivolti a noi. Sono pubblici e finiscono nel flusso della TL (vedi sezione sigle), quindi occhio a quello che scrivete! Si può rivolgere il messaggio a più persone contemporaneamente (140 caratteri permettendo) inserendo più "chioccioline" nel testo.
Tendenze (TT o Trend Topic): sono gli hashtag maggiormente utilizzati in un preciso momento. Entrare nelle tendenze significa per un argomento o un personaggio avere un certo successo su Twitter.
Ricerche: è possibile salvare un hashtag di nostro interesse e non perdere nemmeno un tweet di quell'argomento. Risulta molto utile per seguire un evento sia in presenza (a volte si creano delle vere e proprie conversazioni e botta e risposta) sia senza essere presente (ma se i twetters sono particolarmente bravi sembrerà di esserci!).
Liste: siete vittime della immensa quantità di informazioni della società moderna? Questo strumento vi permetterà di mettere ordine tra i tweet dividendo i following in liste per argomento o categoria. Sarebbe cosa buona e giusta, ma io non le uso! :p

Le sigle (queste sconosciute)
DM (Direct Message)
: Messaggio privato diretto ad una persona sola.
TL (Timeline): equivalente della pagina "Notizie" su facebook, è costituita da tutti i tweet delle persone che si seguono.
RT (Retweet): è la ripetizione del tweet di qualcun altro. Si usa quando si apprezza e si vuole condividere coi propri follower un tweet. Non nego che si provi un certo piacere quando ciò accade!
"Cita il tweet" permette di aggiungere qualcosa di personale al retweet.
#FF (Follow Friday): è la moda del venerdì, ha lo scopo di consigliare ai propri follower chi seguire e perché inserendo nel tweet l'hashtag #FF. A me non sta particolarmente simpatico, ma tant'é. (Ora nessuno mi inserirà più tra i #FF!)

Netiquette
Esiste anche un galateo non scritto di Twitter, che si apprende (o si dovrebbe imparare!) mano a mano che si usa. Sta molto alla sensibilità delle persone distinguere tra ciò che è buona prassi e ciò che è meglio evitare. A mio personale avviso è carino ringraziare se qualcuno ci dà buoni consigli o link utili, evitare di litigare pubblicamente sulla TL, non usare più di tre hashtag, evitare di scrivere tutto in maiuscolo (questo dovunque). Se si usa Twitter come azienda è carino ringraziare i nuovi follower e non spammare con offerte e messaggi insistenti.

Considerazioni a margine
Avete presente quei vecchietti che ripetono "si stava meglio quando si stava peggio"? A costo di sembrare un'ottantenne che si lamenta della vita, devo dire che twittavo più liberamente quando eravano in meno.
Infatti, per quanto sia divertente convincere amici e parenti a creare un account, è altrettanto vero che il modo di usare Twitter sta cambiando: conoscere sempre più follower di persona porta a darsi un certo contegno nel twittare cose personali, com'era invece all'inizio. Che sia un bene? Forse sì, il personal branding passa anche da qui! :)
A proposito, il mio account è @serenapuosi che te lo dico a fare! ;)

domenica 30 ottobre 2011

Terra bruciata

Passa il treno veloce e la mandria resta a guardare
È inutile aspettarsi una reazione che non c’è
E se riesco a tenere lontano i pensieri
da tutte la altre cose che mi fanno male

Non riesco a tenerli lontano da te

E mentre prendo, dal primo idiota che passa,
lezioni di poesia e di impegno sociale

Vaffanculo, io canto di te


Lezioni di poesia - Giorgio Canali e Rossofuoco


Zoppicando passo il tempo facendo quello che quasi tutti gli esseri umani fanno: assumo troppi carboidrati sbriciolando su una tastiera, guardo mani rugose che accompagnano bimbi su strisce pedonali, nuoto tra oceani di parole scritte, mi faccio prendere per mano e passo lieve come il soffio del vento tra le chiome dei pini, trasformo ricordi in cicatrici. E compilo stupide liste.

Nei gesti più comuni riemerge quel brivido dei giorni di scuola, simile a quando rischiavo di essere interrogata ma ero impreparata e senza giustificazioni. Le certezze sono intonaco sgretolato, sono roba da impacchettare, oggetti che non ho mai riportato a casa, libri che mi ostinavo a prestare, ché prima o poi sarebbero stati letti. Mi sembra di conoscoscerti come le mie tasche, ma sono bucate.

Come un esercito in ritirata concedo che si cammini sulla terra bruciata che mi lascio dietro. Ma le metafore di guerra non mi sono mai piaciute, e nella cenere crescono i fiori più belli. Bisogna anche saperli cogliere.

Oggi che i pesi che mi ingobbivano si fanno ricordi e il sangue rugiada nelle vene, cammino sospesa perché il carico si fa lieve. E sorrido da sola davanti allo schermo.

sabato 22 ottobre 2011

Per caso

Sono in partenza per il Marocco, vi lascio con una storia, ci vediamo giovedì.

[...] Purple haze all in my eyes, uhh
Don't know if its day or night
You got me blowin', blowin' my mind

Is it tomorrow, or just the end of time?


Purple Haze - Jimi Hendrix


Per caso mi incontrerai trafelata sotto i portici con buste di carta in mano, avrò una maglia troppo scollata per la stagione e un foulard fricchettone a rendere più ingenuo l'abbigliamento obbligato da lavoro. Per una frazione di secondo penserai di fare finta di non avermi vista, io farò lo stesso.
"Ciao, che ci fai qua?" mi dirai con un tono di voce innaturale, leggermente acuto, distoglierai lo sguardo ma gli occhi ti sorrideranno.
Mi proporrai un caffé per educazione, entreremo in un bar a caso, accetterò per tutti quelli che non ho voluto bere con nessun altro negli ultimi mesi. Vorrò perdermi in un bicchiere di vino, ma mi perderò solo in un bicchiere d'acqua pensando a ciò che è stato. Sarà presto l'ora di andare.
Per caso inizierà a piovere, cercherai di coprirmi con la tua giacca ma sarà troppo corta. Uscendo dal bar urterai contro un vecchietto che masticherà qualche insulto senza pensarlo veramente. Prima se la prenderà con te, poi continuando a camminare, penserà alle nostre facce e un sorriso distenderà le sue rughe, rendendolo più dolce.
Per caso faremo un tratto di strada insieme e ci ritroveremo di fronte al tuo portone, mi inviterai a salire e, sempre per caso, mescoleremo le nostre solitudini.

mercoledì 19 ottobre 2011

Prenotare un alloggio con Roomorama

Sono reduce da una prenotazione dell'alloggio per le mie prossime vacanze in Marocco. La cosa mi mette sempre ansia perché la truffa sembra essere dietro l'angolo: commenti finti, tariffe diverse da un sito all'altro per la stessa struttura, recensioni non pubblicate senza motivo.
Ecco perché, se vi raffidate a prenotare all'ultimo minuto come me, troverete utile il sito Roomorama.

Nato a New York e tradotto da poco in italiano (alcune parti però, come le FAQ, sono in inglese), Roomorama offre alloggi a breve termine negli Stati Uniti, in Europa e in Asia (ma non solo perché ho cercato per Fés e c'erano moltissime occasioni, 35 per la precisione) per un totale di più di 450 destinazioni. Roomorama è uno spazio che mette in contatto diretto i proprietari di alloggi per vacanze con viaggiatori in cerca di un posto non necessariamente turistico e autentico, utile per uscire dal circolo vizioso delle vacanze all-inclusive con animazione, cocktail di benvenuto e foto mentre si fa finta di reggere la torre di Pisa!

Sul sito è possibile scegliere destinazione, date di check in e check out, numero di persone e cercare le disponibilità. La cosa positiva è che tutti gli appartamenti sono corredati di molte foto e di feedback lasciati dagli utenti che hanno già provato la struttura, oltre a poter visionare il profilo del proprietario di casa (cosa che non avviene in nessun altro sito).
Per quanto ho visto, l'offerta su Roomorama è variegata ma sempre curata nei particolari, il tutto ad un prezzo molto più economico di un albergo soprattutto in città care come New York.

Per di più il sito si rivolge a chiunque possa offrire una sistemazione: proprietari di appartamenti, case, bed&breakfast e agriturismi.
La garanzia di una transizione economica protetta grazie ad un accordo con paypal completa il quadro: la prenotazione prevede il rilascio di un codice, che, una volta verificate le condizioni della casa all'arrivo, va consegnato al proprietario di casa che solo in quel momento potrà riscattare la rata.
Vi starete domandando cosa ci guadagna Roomorama. La risposta è una percentuale sulla nostra rata.

Alcuni link utili:
Sito
Facebook
Twitter

Questo potrebbe servire alle mie colleghe...
...in partenza per Barcellona?
...in partenza per Parigi?
...in partenza per Londra?

Se non è chiaro c'è anche il video!

How Roomorama Works from Roomorama on Vimeo.




martedì 18 ottobre 2011

I dintorni di Fés: cosa vedere a Meknès

Una delle porte di accesso alla medina di Meknès

Finalmente io e la Esme abbiamo prenotato dove dormire a Fés. Abbiamo scelto un riad (le tipiche case marocchine con un patio al centro) nel bel mezzo della medina, dove pare che i turisti prima di noi si siano trovati bene (apriamo un capitolo sull'affidabilità delle recenzioni online? Un'altra volta, vai!).
Oltre a girare per Fés vogliamo sfruttare al massimo i 4 giorni di vacanza marocchina, abbiamo quindi pensato di andare a Meknès, che si trova a circa un'ora di distanza dalla città e vanta un patrimonio artistico degno di nota tanto da essere incluso nei siti Patrimonio dell'UNESCO (a proposito, occhio al prossimo numero di Travel Different!).

Meknès è la quinta città del Marocco per abitanti ed assurge al rango di capitale imperiale a partire dalla seconda metà del 1600, quando smette di essere una piccola città satellite della ricca Fés. È oggi un centro economico famoso per olio, vino e tè alla menta (mi pare che con la roba da bere saremo a posto!). Moulay Ismail è il nome più ricorrente: fu questo re che fece costruire palazzi, moschee, giardini, vasche, granai, scuderie racchiuse in un gigantesco perimetro murario purtroppo incompiuto.


Cosa vedere a Meknès?

Per ora vi dovete accontentare delle informazioni pre-partenza, spero di arricchirle al ritorno con qualcosa di più autentico!

Piazza El-Hedime
È il punto di partenza per visitare la medina e la città imperiale. Letteralmente significa "piazza della distruzione e del rinnovamento" ed è molto turistica e piena di venditori ambulanti.

Bab Mansour
Situato a sud-est di Piazza El-Hedime, Bab Mansour è il fulcro della Città Imperiale, un complesso di mura e porte che costituiscono il grandioso ingresso alla città. Le proporzioni sono monumentali e le decorazioni sono arabeggianti, con piastrelle nere e scritte celebrative, oltre al marmo delle colonne portate da Volubilis.

Mausoleo di Moulay Ismail
Il Mausoleo di Moulay Ismail è uno degli unici tre santuari marocchini che i non musulmani possono visitare. (Gli altri due sono la tomba di Mohammed V di Rabat e la Medersa Bou Inania a Fés.) Il mausoleo è stato costruito durante il regno di Moulay Ismail stesso e dopo la sua morte è stato un punto di preghiera e rispetto, tanto che oggi molti marocchini vanno in visita al santuario in cerca di interecessione per ricevere salute, benessere e fortuna.

Heri es-Souani
A trenta minuti a piedi da Bab Mansour c'è Heri es-Souani, noto anche come Dar el Ma, il sito delle scuderie di Moulay Ismail. Si tratta di un edificio monumentale con un sistema di alte volte un tempo adibite a magazzini e granai. Sono una testimonianza della complessità dell'ingegneria marocchina già a partire dal XVII secolo.


Suk e Kissaria
Il souk a Meknès, non è grande come quelli di Fez e Marrakech, ma sicuramente merita una visita perché qui i commercianti sono più disposti a contrattare a causa del minore afflusso turistico. Si trova di tutto: dalle babbucce all'argento lavorato, dai sellai ai fabbricanti di strumenti musicali.

Dar Jamai
Dar Jamai, risalente al 1882, inizialmente fu utilizzato come residenza di famiglia prima di essere trasformato in un ospedale militare nel 1912 e diventando infine il Museo d'arte marocchina nel 1920. L'edificio è caratterizzato da decorazioni intricate con intonaco scolpito e legno dipinto e da un cortile con giardino andaluso con palme, banani, limoni, cipressi e papiri. Alcuni degli oggetti esposti risalgono al regno di Moulay Ismail.

Medersa Bou Inania
La Medersa Bou Inania è un istituto educativo islamico dove si insegna il Corano. L'edificio ha un cortile che si apre su una sala di preghiera stretta e meticolosamente decorata con intagli e piastrelle. La Medersa ha una terrazza sul tetto che offre la migliore vista sulla Medina, dove si può godere di un ottimo panorama.


lunedì 17 ottobre 2011

1like=1dollaro: Trivago per Charity Water

Ricevo e ripropongo volentieri una campagna di beneficienza che mi è arrivata da trivago.

trivago sostiene Charity: Water – la campagna per donare acqua sicura nei paesi in via di sviluppo

Fino al 31 ottobre trivago, motore di ricerca hotel, donerà 1 dollaro per ogni nuovo like sulla fan page ufficiale all'associazione Charity: Water.

L'equazione è molto semplice: 1like=1dollaro.

La somma complessiva verrà devoluta in favore dell'organizzazione no-profit che porta acqua pulita e sicura nei paesi in via di sviluppo, utilizzando il 100% dei contributi dei sostenitori per i suoi progetti di beneficenza. Charity: Water è sostenuta perfino dal presidente americano Barack Obama.
A cinque anni di distanza dalla sua nascita, l'organizzazione è stata in grado di portare a termine più di 4.000 progetti permanenti in comunità, villaggi, cliniche e scuole in ben 19 paesi diversi. I progetti hanno contribuito a portare l'acqua a più di 2 milioni di uomini, donne e bambini in paesi come Kenya, India, Ruanda e Bolivia.
Le malattie causate da acqua non potabile sono la principale causa di morte nel mondo, soprattutto bambini sotto i 5 anni. In tutto il pianeta, 4.100 bambini muoiono ogni giorno per malattie dovute da acqua non potabile; non dimenticando che il 50% delle scuole del mondo non ha ancora accesso ad acqua pulita.


trivago chiede la partecipazione dei suoi utenti, che potranno vedere in tempo reale l'andamento della raccolta direttamente nell'area specifica della pagina Facebook chiamta “water for all” (l'immagine in cima al post è tratta da questa pagina la mattina del 16 ottobre). Tutti possono rendersi portavoce del progetto, invitando amici o condividendo sul loro profilo l'iniziativa.

In genere non mi piacciono le campagne social che chiedono di diventare fan della pagina (ragione per cui, al contrario, ho apprezzato fin da subito il concorso Toprural "Racconta la tua storia rurale") ma in questo caso si tratta di beneficienza e di uno sforzo veramente minimo.

Ve ne parla anche Daniela su Kuandika.



domenica 16 ottobre 2011

Che poi

[...] quanto ti manca l'amore?
sarebbe stato bello invecchiare insieme
la vita ci spinge verso direzioni diverse
non te la prendere non te la prendere,
almeno una volta
il lavoro mi rincorre,
adesso devo scappare
ti prego ascoltami ascoltami bene,
almeno una volta
solo poche parole
sarebbe stato bello invecchiare insieme

la vita ci spinge verso direzioni diverse.

Direzioni diverse - Il teatro degli orrori


Archivio, dimentico, rispolvero.
Faccio finta di non poterti raggiungere in nessun modo, mi convinco che la perfezione non esista. Sospiro. Mi abituo a non avere una persona da chiamare quando succedono le cose belle da condividere, o quelle brutte per le quali una spalla su cui piangere sarebbe quanto di più desiderabile.

Per una che vorrebbe far delle parole il proprio mestiere non saper dare un nome al groviglio tra cuore e respiro è un tormento, finora l'ho chiamato rabbia, mi hanno detto che in realtà è odio. O amore, non ricordo bene. Ho provato a togliere strati di te. Sono arrivata alla pelle, cosa tolgo adesso?

Limo gli impegni in modo che occupino ogni spiraglio di tempo. Faccio delle giornate ciò che mio nonno faceva col pane tra le due guerre: si spingeva le fette fino alla gola, riempiendo tutti gli angoli della bocca con due dita per mangiarne quanto più possibile. Era impossibile masticarlo, quasi soffocava, ma almeno era sicuro di esser vivo. Ho fame di una boccata d'aria.

Che poi ti dimentichi quanto è bello addormentarsi intrecciati "che se uno si sveglia deve svegliare pure l'altro per sciogliersi" (cit.).


venerdì 14 ottobre 2011

I blogger per Picasso a Palazzo Blu

"Cabeza de mujer con sombrero con borlas"
Barcellona, Museu Picasso

Per osservare un'opera d'arte occorre aprire gli occhi.
Ma per comprenderla bisogna chiuderli.


Alessandro Morandotti

La serie delle donne nude

Stamani il Social Media Team "Blu Picasso - Sharing art in Pisa" ha partecipato alla conferenza stampa organizzata a Palazzo Blu a Pisa in occasione dell'inaugurazione della mostra "Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso".
Oltre alla conferenza stampa il social media team ha avuto la fortuna di fare una visita in anteprima con una guida d'eccezione, Claudia Beltramo Ceppi, curatrice della mostra.
Quelli che vedete in foto sono i dettagli di alcuni dei dipinti presenti, appartenenti a diversi periodi della produzione dell'artista spagnolo.
L'intento è quello di creare un percorso espositivo che illustri l'evoluzione della produzione dalle forme più realistiche e classiche alla scomposizione dell'immagine fino all'essenziale. Evitate quindi commenti della serie "quelle tre righe potevo disegnarle anche io": ogni linea è il frutto di una destrutturazione studiata.
Dal racconto appassionato della curatrice che ha allestito la mostra abbiamo capito che Picasso - l'artista più prolifico della storia - era un uomo curioso e divoratore di concetti, che amava rompere volutamente le forme e appassionarsi a tutti i campi della cultura, al cinema alla letteratura.
Sono molti i temi trattati nella mostra e i soggetti esposti: dai tori ai minotauri, dalle donne nude alle riproposizioni di opere di altri artisti famosi come "Le déjeuner sur l'herbe" di Manet e opere che ricordano Goya.

Le prime impressioni sulla mostra?
In una parola: consigliatissima!

Informazioni pratiche:

Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)
15 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012

Orari:

lunedì – venerdi, 10-19;
sabato e domenica, 10-20;

Biglietti:

Intero: 9 euro
Ridotto e Blu card: 7,50 euro
Convenzioni: 7 euro

La serie dei tori

Informazioni:
BLU Palazzo d’Arte e Cultura:
tel. 050.916950

Prenotazioni gruppi:
Impegno e Futuro Soc. Coop.
Numero verde gratuito 800144385
Oppure 050.891349/050.894088
info@impegnoefuturo.it
www.impegnoefuturo.it

Ufficio stampa:
CLP Relazioni Pubbliche
tel. 02.433403 - fax 02.481384
press@clponline.it; www.clponline.it

La gallery della mostra.

Nature morte à la guitare, 1921,
Olio su tela Parigi, Musée national d'Art moderne
Centre Georges Pompidou

giovedì 13 ottobre 2011

Be creative

Disclaimer: astenersi non NERD e non PERDITEMPO.

Siete appassionati di giochi online?
Ieri sera ad una cena tra amici ho scoperto questo giochino interattivo fatto veramente bene.
Si chiama Draw a Stickman (disegna un uomo stilizzato, letteralmente un uomo di stecchini).
Per prima cosa si deve disegnare un'omino stilizzato, questo è il mio (coi riccioli ovviamente):

Il gioco è una vera e propria storia in cui l'utente disegna i vari oggetti richiesti: una chiave, un palloncino, ecc. Tra le varie peripezie il vostro uomo-stecchino dovrà sconfiggere un drago e squali inferociti. Lo scopo del gioco? Leggi il titolo del post! ;)

L'idea è della Hitcents - Kentucky Web Design, un'agenzia creativa con uno slogan fantastico: "Dream it real".

Buon divertimento!
Provate a smettere se ce la fate...

mercoledì 12 ottobre 2011

Picasso a Palazzo Blu a Pisa

È con grande piacere che annuncio la mia partecipazione venerdì 14 ottobre p.v. all'anteprima concessa a pochi eletti della mostra "Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso" che si terrà a Pisa nella splendida cornice di Palazzo Blu dal 15 ottobre prossimo fino al 29 gennaio 2012.


La mostra si chiamerà "Pablo in Blu": blu come il palazzo sul Lungarno pisano che ospiterà circa 200 delle opere che compongono la sua vasta produzione, blu come il periodo più famoso delle sue pitture, blu come il Mediterraneo, frame del trittico di pittori cominciato con Chagall nel 2009, Mirò nel 2010 e chiuso dall'artista andaluso.

L'esposizione prevede l'allestimento delle sale con pitture, sculture, ceramiche, disegni e opere su carta provenienti da svariati musei sparsi per il globo terraqueo. Raccogliere l'intera produzione di Pablo Picasso sarebbe quasi impossibile - l'artista detiene il Guinness dei primati di pittore più prolifico - però la mostra "Pablo in Blu" sarà di quanto più completo si sia mai raccolto in una sola sede.

Credits: la mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, presieduta da Cosimo Bracci Torsi. È sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa ed è curata da Claudia Beltramo Ceppi e altri specialisti. Pablo in Blu ha il patrocinio del Comune di Pisa e la collaborazione di Giunti Arte Mostre e Musei.

Les demoiselles d'Avignon - MoMa NYC

La mia presenza venerdì grazie a Officina Turistica mi vedrà impegnata nella visita del percorso espositivo guidata da esperti in materia e con la compagnia dei fidi Alessandro Beneforti, Ivo Riccio, Francesca Turchi e Francesca Campigli.
Il social media team "Blu Picasso - sharing art in Pisa" - avrà il compito di raccontarvi in anteprima sui nostri blog le opere del grande artista spagnolo e intervisterà i protagonisti dell'organizzazione dell'evento.

Inutile dirvi che non vedo l'ora: Picasso è uno dei miei artisti preferiti (mi piace vincere facile!) e ho avuto la fortuna di apprezzarne la produzione artistica in posti sacri dell'arte - dal Museo Picasso a Malaga a quello di Barcellona, dal MoMa di New York al Museo Reina Sofia di Madrid - adesso rivederlo a Pisa sarà altrettanto emozionante.

Pisa è tappezzata di cartelli di Picasso!
Questo è quello davanti alla facoltà di economia.

L'hashtag dell'evento è #blupicasso

lunedì 10 ottobre 2011

Concorso Toprural: sono in finale!

Non passano nemmeno tre giorni dalla pubblicazione del post "Una volta. Per sempre" che ricevo un tweet da Toprural: "Complimenti a @serenapuosi #ioToprurale". Wow!
Potrete capire la mia soddisfazione nell'apprendere la notizia: in primis perché è un riconoscimento legato al blog e alla scrittura, in seconda battuta perché non ho mai vinto nulla nella vita, ma nulla eh, nemmeno alla pesca di beneficienza o alla tombola di Natale.


Per sostenermi potete votare il mio post mettendo un like nella nota sulla pagina di TopRural (e non nei post che metto io sulla mia pagina per spammare le vostre bacheche Facebook!). Ma solo se vi è piaciuto eh. :)
Non occorre nemmeno che siate miei amici su Facebook, potete votarmi comunque e, cosa che ci tengo a sottolineare, quelli di TopRural non obbligano nemmeno a diventare fan della pagina, pratica ahimè adottata dalla maggior parte dei concorsi che si appoggiano ai social network. Però sono bravi, quindi un like glielo potere mettere comunque!



La cosa che mi scoccia un po' è che conosco la maggior parte dei finalisti! Sono "contro" Alessandro, Bruna, Silvia, Federica, Federica e soprattutto Laura, la mia amica squinzia! :)
Se votate lei, comunque, sappiate che realizzerete in parte anche il mio sogno: con i buoni Decathlon da 250, 175 e 100 € compreremo una tenda per campeggiare in Marocco insieme ai tuareg e ai cammelli nella prossima vacanza insieme!

C'è tempo fino alle ore 18 del 13 ottobre! Non perdete tempo! Votantonio votantonio votantonio!

venerdì 7 ottobre 2011

Festa dell'Uva 2011 a Capoliveri: il foto-post

Capoliveri sa stupirmi ogni volta che torno all'Isola d'Elba con quella confusione festosa che non lascia scampo, che ti coinvolge e ti trascina. Lo spettacolo della Festa dell'Uva colpisce il Social Media Team tutto: post e foto piovono a grappoli, ognuno col proprio stile.
Mentre l'anno scorso sono stata ingaggiata come comparsa e blogger infiltrata nel rione Fosso, il 2011 mi ha visto dall'altra parte, tra quei pochi fortunati col pass esclusivo che possono entrare per vedere le scene ricostruite nei quattro rioni insieme a ospiti d'onore, fotografi e giornalisti.
Il tema della Festa dell'Uva di quest'anno erano le celebrazioni per l'unità d’Italia nel 150esimo anniversario e ogni rione poteva interpretarlo come meglio credeva.
Voglio raccontarvi la Festa dell'Uva con il potente e per me nuovo mezzo espressivo che è la fotografia, attraverso le facce che più mi hanno colpito e che nel più becero talent show televisivo si direbbe che "mi sono arrivate".

Eccoci nel primo rione, il Baluardo, che aveva scelto un ambientazione datata 1961. Tra attrezzi di vita quotidiana, trine e merletti, giochi semi-dimenticati e jukebox, spuntano come per magia le donne coi vestiti a pois tanto in voga in quegli anni e intonano una canzone che sicuramente mia nonna avrebbe saputo accompagnare. C'è anche la sempiterna Vespa e due ragazzi con la cartina dell'Elba che hanno l'imbarazzo della scelta per fare un tuffo dove il mare è più blu.



Confinante con il rione del Baluardo troviamo la Torre. L'ambientazione è contadina e gli anni da percorrere a ritroso sono molti: dovunque si posi lo sguardo assistiamo a scene di povertà. Tra i filari di un vigneto un bimbo mangia pezzi di pane fisando il vuoto davanti a sé e un giovane si attacca a un fiasco di vino, scialuppa di salvataggio per affrontare i tempi più duri. Pur non facendo segreto delle mie simpatie per il Fosso, non posso negare che il rione che quest'anno mi ha colpito di più è stato proprio la Torre, e si vede anche dal numero di scatti che ho riservato a queste scene.





Il Fosso, il MIO Fosso, quest'anno rievoca gli anni a cavallo tra il 1861 e il 1862, quando si completò l'unità d'Italia (almeno geograficamente parlando). Qui predominavano scene di mercanti di frutta e verdura, pesce azzurro, vino e bandiere a perdita d'occhio a coprire la povertà dell'epoca, come se tre colori bastassero a non far sentire i morsi della fame. Al Fosso sembra che tutti abbiano fatto l'accademia teatrale, le scene erano così ben recitate che sembravano vere.



Infine la truppa è giunta alla Fortezza, dove il tempo è quello reale perché l'ambientazione è nel 2011. Le ragazzine hanno smartphone e sulle bancarelle vintage ritroviamo i vestiti che, per il Baluardo, erano l'attualità. La scena è una celebrazione della Capoliveri impegnata su tutti i fronti, dalla cucina all'organizzazione di feste, dall'associazionismo al tempo libero. Più delle scene nel rione in sé ho apprezzato l'ingresso dei figuranti in Piazza Matteotti, molto festaioli ed "effervescenti".





La conclusione è ormai nota a tutti, il Fosso si è aggiudicato i premi slow-food e continuità, mentre il Baluardo si è aggiudicato il premio più ambito, il Bacco ornato anche quest'anno col fazzoletto bordeaux.

lunedì 3 ottobre 2011

Una volta. Per sempre.


"Al chiaror del mattin, al chiaror del mattin, ci sveglia la canzon, ci sveglia la canzon. Al chiaror del mattin, al chiaror del mattin, ci sveglia la canzon così...".
Quante volte aveva sentito quella cantilena, eppure non c'era alba in cui non le partisse in automatico la sequenza di pensieri, sempre gli stessi, che caratterizzano i suoi risvegli anche a distanza di anni: un'altra notte è passata senza che ci sia cascata la tenda in testa, un giorno di fatiche (e risate, tante) ci attende e io sto qui coi miei ragionamenti semi-coscienti al levar del sole quando invece dovrei scattare per la ginnastica mattutina con tutto il resto del gruppo.
Fischi in lontananza: sa che deve correre velocemente se vuole che la sua squadriglia vinca il premio "campismo" che, diciamolo, è il più sfigato, però è pur sempre qualcosa da appendere nel proprio angolo che prende polvere all'interno della sede in paese.


Seppur preda dei ragionamenti impastati di saliva, umidità e mal di schiena, non poteva fare a meno di sentire dei crepitii sospetti provenienti dalle legature della palafitta sopra la quale avevano montato la tenda, una canadese da otto posti che aveva ospitato fino a dodici anime strette arrotolate in sacchi a pelo, eppur felici.
Quella palafitta era l'orgoglio del gruppo, dormire a due metri d'altezza sospesi in un prato su pali di legno sorretti da incastri e legature fa venire una strizza indescrivibile, ma tutto quello spago grezzo tirato fino a farsi venire le dita bianche a salsicciotto, quella ripetizione di gesti, roba da far invidia a un falegname - martello, scalpello e giù colpi sul legno da scalfire - erano di quanto più avanzato la tecnica fino ad allora appresa permettesse. E non era poco, questo bastava a far inorgoglire tutto il reparto.
Dopo il salto giù da quella costruzione che ricordava una partita a shangai su un panno verde, il resto del breve tragitto era tutto un accavallarsi di sequenze di quei giorni del campo estivo, cose che a raccontarle ci lasci di stucco gli altri, quelli non hanno provato la tua stessa esperienza. Ripensi a cose schifose come le olive snocciolate coi denti, a quell'amico che ti ha accompagnato zoppicante in infermeria, alle fette di pane e marmellata per colazione che a casa non mangeresti mai. E ancora al grande gioco che tiene svegli tutta la notte, alle canzoni storpiate cantate camminando, alle amicizie che durano. Infine pensi alla strada, maestra di vita.


Quella descritta nel racconto sono io a 14 anni, ma potrebbero essere Chiara, Valeria, Valerina, Sara o, al maschile, Alessandro, Luca, Gastone, Stefan, Natale.
Tutti stentano a credere che una come me sia stata scout per dieci anni.
Eppure, scout una volta, scout per sempre. E i ricordi non se ne andranno mai.

Questo post partecipa al concorso "Raccontaci la tua storia rurale" di Toprural.


sabato 1 ottobre 2011

Le canzoni su vino e vendemmia

L'acqua fa male
e il vino fa cantare

La Festa dell'Uva a Capoliveri è cominciata ieri sera con i giochi che vedono come protagonisti i quattro rioni Baluardo, Fosso, Fortezza e Torre. I nostri blogger inviati, uno per rione, hanno già fatto la spedizione nel cuore pulsante della festa per provare i costumi per domani, quando le scene con personaggi viventi andranno in scena.

Svegliandomi stamani ho pensato che l'unica cosa che mancava per un buon risveglio fosse la musica, ecco quindi che vi propongo alcune canzoni a tema vino e vendemmia per rimanere in tema e rendere la giornata più frizzantina!

La prima canzone che ha ispirato questo post è "Che coss'è l'amor" di Vinicio Capossela, che dice:

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell'arco di San Rocco
ma s'appoggi pure volentieri
fino all'alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma



Un'altra canzone che parla di uva è "20 bottiglie di vino" della Bandabardò, allegro quanto basta per essere urlato a un falò o a una festa.

Solo 20 bottiglie di vino
Chi dice di più ,chi dice di meno
Chi vuole la calma serena e orgogliosa
Di chi crede,di chi osa
Alzate le mani, alzate le mani!



Un evergreen suggeritomi da Daniela, romanaccia quasi doc, è "La società dei magnaccioni", parte del folklore italiano. Chi non conosce:

Ma che ce frega, ma che ce importa,
se l'oste ar vino c’ha messo l'acqua,
e noi je dimo, e noi je famo,
c’hai messo l'acqua, e nun te pagamo, ma però,
noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro,
è mejo er vino de li Castelli
che de sta zozza società.



Conoscete altre canzoni sul vino e la vendemmia? Suggeritele nei commenti!
Se volete seguire la festa dell'uva su twitter vi ricordo l'hashtag dell'evento: #elbauva2011

Per le citazioni sul vino, invece, c'è una lunga lista su Wikiquote.