venerdì 30 dicembre 2011

Educazione sentimentale

[...]
Leave your lights on, you better leave your lights on

Cause there's a monster living under my bed

Whispering in my ear

There's an angel, with a hand on my head

She say I've got nothing to fear

There's a darkness living deep in my soul

I still got a purpose to serve

So let your light shine, deep into my home

God, don't let me lose my nerve

Santana - Put your lights on


Come poteva perdere il capitano Antonini
che possedeva la scienza marinara,
le onde gli parlavano,
era abituato a discutere col vento,
era passato in mezzo a tutti i colori delle tempeste?


Sulla spiaggia e di là dal molo - Mario Tobino



Molte lune sono cambiate dall'inizio dell'anno a giudicare dalle pagine rimaste da togliere a questo calendario. Per quanto rimanga ancorata, nonostante voglia far credere il contrario, alle tradizioni, questo dicembre in scadenza non mi fa sentire l'urgenza di fare un bilancio della mia vita e a corredarlo di buoni propositi per l'anno nuovo inevitabilmente disattesi: ho limato talmente tanto i ragionamenti che ne scorgo nitidamente i contorni.

Ogni giorno
metto sulla bilancia qualsiasi cosa, chiudendo le porte per evitare anche ai soffi di vento di interferire in queste evanescenti misurazioni. Basta una parola non detta, una lettera che spunta da un cassetto, un nome, un dubbio, un'ipotesi a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra in un manicheismo masochista che non aiuta a prendere decisioni lucide. Buttiamole via queste bilance, viviamo piuttosto.

Per la consapevolezza che non ne avrei ricevute ho finito per odiare le telefonate, così come sono passata dall'illusione al disincanto quando ho capito che non ci sarebbero state rose rosse per il compleanno o cene per gli anniversari. Mi sono detta che non importava conoscere lo stuolo di parenti per le feste comandate, gli amici per le uscite insieme, ché un giorno sarei stata contenta di non aver coinvolto altre persone all'infuori di me nei miei affari. Ma mi sbagliavo: era un esserci pur nell'assenza e brucia ancora.

E mi condiziona ancora: ho paura delle sorprese perché non mi permettono di avere il controllo della situazione e calcolare le reazioni, non so gestire il tempo a lungo raggio perché mi sono adattata alle correnti che altrimenti si sarebbero agitate e che spesso portavano in direzione opposta ai miei desideri. Con devota remissione ho relegato le ribellioni a sfoghi improvvisi e lacrime incoercibili sulla via di casa pensando che ne valesse la pena.

Non ho bisogno di bilance alla fine di questo anno di sommosse interiori alla ricerca del livellamento dei due piatti, ho bisogno di pazienza, di attenzioni, di complicità. Dissotterro il significato di gesti lontani fino a commuovermi per un biglietto d'auguri, per gli abbracci delle persone a cui voglio bene, per le carezze di mani che danno tranquillità e sguardi che mi fanno venire il groppo in gola dalla felicità, che solo a scriverla dà i brividi da tanto che ho perso la dimestichezza a chiamarla, figuriamoci a pronunciarla a due voci all'unisono.

giovedì 29 dicembre 2011

Biscotti al cocco

Benedetta Parodi continua a vendere milioni di libri e io sono sempre qui a ragionare sui massimi sistemi... qualcosa non torna!
Visto che è risaputo che cucinare è un antidoto al pensare troppo e considerando che Monti continua a ripetere che bisogna risparmiare, ecco come ho risolto i regali di Natale con gli amici: biscotti al cocco per tutti!
Babbo Natale ha già consegnato i doni a tutti, è l'ora di svelare la ricetta in modo che possiate rifarla nelle vostre cucine.

Ingredienti:
  • 250 grammi di farina di cocco
  • 4 uova intere
  • 300 grami di zucchero
  • 80 grammi di farina 00
  • 1 pizzico di sale


Preparazione:
Impastate tutti gli ingredienti partendo dai due tipi di farina con le uova fino ad aggiungere zucchero e sale finché il composto non risulterà omogeneo, vi sembrerà abbastanza difficile girare il tutto ma insistete!
Aiutadovi con un cucchiano fate delle palline come quelle nella prima foto e distribuitele su una teglia su cui avrete già disposto la carta forno. Infornate per circa 10 minuti a 180° e il gioco è fatto!

Facile e indolore!
E ci fate pure bella figura!

martedì 27 dicembre 2011

La Grande Riorganizzazione


« L'hai già fatta? » Accenna col capo agli scaffali pieni di dischi.
« Cosa? » dico, ma naturalmente lo so già.

« La Grande Riorganizzazione. » Sento distintamente le lettere maiuscole.

« Oh, sì. L'altra sera. » Non voglio dirle che l'ho fatta la stessa sera che se ne è andata, ma lei fa egualmente un sorrisetto irritante, come a dire: ma pensa un po'!

« Beh? » faccio io.
« Cosa vorresti dire? »

« Niente. Solo, vedo che non ti ci è voluto molto. »

« Non pensi ci siano cose più importanti di cui parlare che la mia collezione di dischi? »

« Sì, lo penso, Rob. L'ho sempre pensato. »

Nick Hornby - Alta fedeltà

Alta fedeltà (High fidelity il titolo originale) dello scrittore inglese Nick Hornby è in assoluto uno dei migliori romanzi che abbia mai letto. Ironico, sfacciato, sincero e spesso tacciato di paraculaggine, il libro affronta la vita non proprio da sogno di Rob Fleming, insoddisfatto trentacinquenne proprietario di un negozio di dischi mollato dalla fidanzata.


Il filo conduttore del romanzo (e della vita del protagonista) è la musica, di cui Hornby è un grande conoscitore tant'è che ha firmato i testi dei pezzi dell'album di Ben Folds Lonely Avenue (consigliato).
Il protagonista del romanzo Rob Fleming, oltre a possedere un negozio di dischi, il Championship Vynil, ogni volta che qualcosa non va si sfoga facendo quella che la sua ex Laura definisce la "Grande Riorganizzazione", che consiste nel sistemare tutti i dischi in suo possesso secondo un criterio ben preciso.

E qui arriviamo allo scopo vero e proprio del post (oltre a consigliarvi vivamente la lettura di questo libro): sono in ferie e devo approfittare di questi giorni per sistemare la mia libreria. Ci sono tra i 250 e i 300 titoli sparpagliati in ogni spazio libero della camera. Voglio dargli un ordine, che prima di questa confusione funzionava così: sullo scaffale più a portata di mano i miei libri preferiti e, a salire, quelli che mi sono piaciuti meno.



Questo non può funzionare, i libri si sono accumulati ed è arrivato il momento della Grande Riorganizzazione anche per me.
Voi come sistemate i libri nella libreria?
Li sistemate in ordine alfabetico?
In ordine di autore?
In ordine di lettura?
...leggete?!


I vostri suggerimenti contribuiranno in generale al bene dell'umanità, nello specifico al bene della pacifica convivenza in casa!


giovedì 22 dicembre 2011

Cartoni Disney come non li avete mai visti

Sottotitolo: il disincanto.

Attenzione: questo post non è adatto a persone al di sotto dei 12 anni e la lettura è sconsigliata a tutti coloro che si fanno le unghie finte e decorate, che hanno Hello Kitty come immagine del desktop e che se ne escono con esclamazioni come "Uffi".


Sì, lo so, a Natale dovremmo essere tutti più buoni, ma a me le feste non piacciono: perché devo aspettare una data comandata per fare un regalo? Perché tutte le radio propinano musica gioiosa? Perché ci sono brillantini e luci ovunque?

Per rendervi partecipe della Mercoledì che alberga in me vi propongo una selezione di opere Disney rivisitate dall'artista messicano José Rodolfo Loaiza Ontiveros.
Le opere sono olio e acrilico su tela e fanno parte del suo lavoro "Disenchanted". Il tema è, appunto, il disincanto, l'abbandono dell'illusione che tutto finisca con un "e vissero sempre felici e contenti" tipico delle fiabe Disney.

Gli stessi soggetti che siamo abituati a vedere pieni di buoni sentimenti sono ritratti da Rodolfo in modo che siano in linea con la società moderna, affetti dalle stesse preoccupazioni di tutti noi che, fin da piccoli, ci lasciamo traviare da un mondo incantato, ma finto.

L'amore


La femminilità


La droga



Qui la mostra al completo.
Fonte: Viralmente

martedì 20 dicembre 2011

Il fado di Lisbona

[...]
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,

scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;

vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.

Vorrei - Francesco Guccini


Come vi ho detto pochi giorni fa, il fado di Lisbona è stato dichirato dall'UNESCO patrimonio intangibile dell'umanità.

Anche se il fado può essere ascoltato in tutto il Portogallo, quello di Lisbona si distingue da quello delle altre città per la tradizione che lo vede colonna sonora delle tascas dai primi anni del Novecento. Il fado di Lisbona è malinconico, accompagnato da quelle tanto caratteristiche chitarre portoghesi (guitarra portuguésa e viola do fado) difficili da trovare altrove.

I temi classici del fado portoghese sono la passione, il rimpianto e, ovviamente, il destino (che poi è proprio il significato latino di fatum da cui il portghese "fado") e si ritiene che le sue radici possono essere ritrovate nei canti degli schiavi africani o nelle canzoni moresche.

Il sentimento che prevale nel fado è, manco a dirlo, la saudade, quello struggimento dato dall'emigrazione, dalla lontananza, dalla separazione, dal dolore e dalla sofferenza che caratterizza i portoghesi d'acquisizione (me inclusa!).

Ci sono bar e ristoranti di fado in molti dei vecchi quartieri di Lisbona, tra cui Alfama e Bairro Alto. Il modo migliore, però, per godere appieno di queste melodie struggenti è, a mio avviso, quello di infilarsi a caso in una delle osterie più piccole e sperdute della città, sedersi coi portoghesi e perdersi nelle loro voci così partecipi e cariche di significato.

Lisbona vista dal Miradouro di Santa Luzia

A Lisbona non poteva mancare il Museo e la Casa Do Fado, che personalmente non ho mai visitato ma che mi dicono essere interessante. Situato in Largo do Chafariz de Dentro, il museo avvicina i visitatori alla storia del fado, permette loro di ascoltare la musica e vedere come sono fatte le chitarre portoghesi.

Tanti dei miei ricordi di Lisbona sono legati a questa musica speciale, forse non ho mai raccontato di quella volta che per andare ad ascoltare il fado in un posto sperduto dalle parti di Poço di Bispo con degli amici portoghesi abbiamo bucato e siamo rientrati tardissimo con una gomma in meno ma tanta poesia (e amêndoa amarga!) in più. O di quella volta in cui alla Tasca do Chico in Bairro Alto un fadista mi ha regalato il calendario 2008 con la sua foto. O ancora delle canzoni improvvisate al Tejo Bar con Jorge e Mané... ahi saudade!

Tra i pezzi che preferisco:
Vi lascio con questo breve video sugli itinerari del fado a Lisbona, magari vi viene voglia di andarci (o tornarci) sul serio...



sabato 17 dicembre 2011

Polvere

[...]
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo.

L'avvelenata - Francesco Guccini


Con quell'ostinazione che diventa abitudine ho cominciato a eliminare tutti gli orpelli dalla mia esistenza a partire dall'aspetto esteriore: via gli orecchini, via le cose di valore, via i fiocchi nei capelli, i vestiti coi fronzoli, lo smalto sulle unghie. Così come con gli oggetti di una femminilità che rimando ad altre forme ed espressioni, riduco all'osso le situazioni per capirne l'essenza, le libero del superfluo, le analizzo fino alla soglia della sfinimento fermandomi un attimo prima di farmi male sul serio.

Quello che siamo è la somma di quello che siamo stati, dei nostri errori, del perseverare come moderni Don Chisciotte contro i mulini a vento, delle storie che inevitabilmente abbiamo vissuto con qualche primavera sulle spalle.

Costruire sulle macerie è impossibile, bisogna prima ripulire, togliere i macigni crollati trovando una forza che non sapevamo di avere, poi pazientemente mettere da parte i sassi più piccoli e infine spazzare via la polvere.

Coi raggi di sole, quando il mondo sorride a tutti quelli che sanno prendere la vita con levità, a quelli che sanno danzare flessuosi o campare mollemente, questa polvere compare controluce: hai voglia di agitare le mani per mandarla via, ritorna. Ti rendi conto che ci facciamo spaventare da una cosa meravigliosa come la luce? Sono qui che soffio sui granelli che si ostinano a comparire, continuerò finché avrò fiato.

Se abbiamo paura chiudiamo le persiane ed esploriamoci per tentativi. Se siamo forti raccontiamoci come avevamo costruito prima che arrivasse il terremoto. Sorprendiamoci per stupide coincidenze, creiamo dal nulla, facciamoci impressionare da tutto, ché niente ci appartiene ancora.


E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.

E ti vengo a cercare - Franco Battiato


mercoledì 14 dicembre 2011

Come cambia la tecnologia

Quante cose sono cambiate nella tecnologia collegata alla comunicazione negli ultimi 20 anni?

Se lo domanda il guru della comunicazione Eric Qualman per lanciare il suo nuovo libro.

Non si parla quasi più di:
  • linea occupata
  • enciclopedia
  • proiettore coi lucidi (su questo potrei obiettare, le mie colleghe capiranno...)
  • appuntamento al buio
  • carta carbone
  • cartine per visitare i posti sconosciuti
  • il corsivo
  • cercapersone
  • curva dell'attenzione
  • agenti di viaggio
  • amici di penna
  • segreteria telefonica
  • operatore di borsa
  • polaroid
  • elenco del telefono
  • album musicali
  • walkman
  • rullini
  • assegni
  • guide tv cartacee
  • agenda cartacea
  • cabine telefoniche
  • antenne della televisione a due punte
  • floppy disk
  • olimpiadi trasmesse via radio
  • catalogo a schede
  • faccia a faccia
  • videoteche
  • registratore audio portatile
  • diapositive
  • zaping
  • fumare nei posti chiusi
  • spelling delle parole
  • carte telefoniche
  • microscheda
  • ragazzo che vende i giornali
  • termometro da esterni
  • dizionario
  • privacy

In chiusura si chiede quale sarà la prossima cosa ad essere rimpiazzata, ipotizzando che siano i politici. Sarà davvero così?

Ad ogni modo, sappiate che se conoscete tutti gli oggetti sopra indicati siete vecchi, se usate ancora qualcosa della lista poi non ne parliamo!
Se vi viene in mente qualcosa da aggiungere alla lista siete da ospizio!



lunedì 12 dicembre 2011

Il Tango a Firenze dal 15 al 18 dicembre


Pensate alla sensualità del tango, unitela all'amore per la cultura e per la cucina e otterrete gli ingedienti principali dell'appuntamento “Encuentro de Tango y Sabores” giunto alla quinta edizione.

Dal 15 al 18 dicembre 2011, infatti, il tango argentino irromperà nei templi della cultura fiorentina, tra passione e buona tavola. Il "Grande Encuentro" consiste in quattro giorni di tango contemporaneo con stage ed esibizioni di grandi maestri in location davvero inusuali quali la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che ospiterà la prima tappa del Grande Encuentro.

Si tratta di un percorso itinerante nel tango contemporaneo che parte dalla basilica della storia culturale italiana per approdare poi venerdì 16 e sabato 17 dicembre nella contemporaneità dell’Ex3 e chiudere il 18 dicembre in uno dei simboli della nobiltà fiorentina, le fastose sale di Palazzo Borghese. Inoltre, i tangueros prendono anche possesso dello storico Grand Hotel Minerva e delle sue cucine, in un evento di ballo e sapori.

L’evento è organizzato dall’associazione Liberando Tango (Giorgio Jr Giorgi e Daniela Conte sono gli ideatori dell’evento) insieme al Grand Hotel Minerva che diventerà per l’occasione una milonga di sapori e gusti argentini. Sono previste tariffe preferenziali per i tangueros che arriveranno da tutta Europa e un pacchetto speciale, “Tango Nuevo”, che prevede anche una cena-spettacolo il 17 dicembre.



Il tango argentino è il ballo della comunicazione e dello stare insieme - spiega Giorgio Giorgi, maestro di tango e presidente dell’associazione LiberandoTango -. Abbiamo voluto realizzare un evento artistico-culturale per il quale Firenze è la cornice ideale, da noi già incontrata nel recente passato per eventi di spettacolo benefico. Per rinnovare questo connubio di arte e ballo, abbiamo scelto non le classiche location, ma luoghi che siano rappresentativi ed evocativi, luoghi della storia, luoghi della contemporaneità, luoghi della magnificenza fiorentina”.

Giorgi e la sua compagna, la ballerina Daniela Conte, porteranno in scena il "Tango Nuevo", l’avanguardia del tango argentino, fatto di improvvisazione, di comunicazione nella coppia, di continuo studio e ricerca della tecnica del movimento e del dialogo tra i corpi. Giorgi è uno dei maestri di questo ballo e ha elaborato la cosiddetta "tecnica della porta" che partendo da concetti di rilassamento abbinati allo studio delle leve del corpo, permette di esaltare i caratteri di improvvisazione e connessione nella coppia, la cui immagine non rispecchia più gli stereotipi del tango tradizionale (l'uomo che comanda e la donna deve seguire costretta in posture disastrose per la sua schiena). Qui l’uomo invita e la donna sceglie di cogliere l'invito essendo libera nel movimento e appoggiata in terra nella stessa postura eretta dell'uomo.


Stamani, 12 dicembre alle 12.12 si terrà la conferenza stampa di presentazione al Grand Hotel Minerva, in piazza Santa Maria Novella 16r a Firenze.

Informazioni:

Liberando Tango
Grand Hotel Minerva
5 Encuentro de Tango y Sabores su Facebook

venerdì 9 dicembre 2011

Lisbona, città europea 2012

Miradouro da Graça - Lisbona

Finalmente una notizia che supporta il mio amore per il Portogallo!
Dovete sapere, infatti, che Lisbona ha vinto il premio come Città Europea 2012!

L'Academy of Urbanism, un gruppo indipendente che riunisce specialisti dell'urbanizzazione costituitasi in Gran Bretagna e Irlanda, ha dichiarato che Lisbona è la Città Europea del 2012. La capitale lusitana ha ottenuto il supporto della maggioranza dei circa 500 accademici poiché si distingue per un insieme di buone pratiche urbanistiche.

Queste le parole della commissione su Lisbona: "[...] have always enjoyed the superb combination of vibrant downtown, historic quarters with parks and gardens and cool contemporary development. Lisbon has successfully managed to sustain its classical and modern architecture (much rebuilding was necessary after the great earthquake of 1755) and has carefully invested in and managed urbanism projects".

La capitale portoghese era in lizza insieme a Oslo (Norvegia) e Gothenburg (Svezia) e ha sbaragliato la concorrenza ricevendo nel novembre scorso il premio "The European City of the Year 2012". Il premio è stato consegnatoil 14 novembre scorso dall'Academy of Urbanism riunita a Londra e a ritirarlo è andato il vice presidente della Câmara Municipal de Lisboa, Manuel Salgado.

L'accademia, una organizzazione autonoma e politicamente indipendente, è costituita da un gruppo eterogeneo e multidisciplinare di inglesi e irlandesi collegati con l'urbanizzazione. La maggioranza dei 500 membri dell'organizzazione ha votato Lisbona come città europea 2012 dopo che una delegazione della stessa era stata a Lisbona per verificare di persona le pratiche urbanistiche e i progetti della città.

La visita della delegazione includeva l'analisi di progetti partecipativi, interventi prioritari da fare nei vari quartieri di Lisbona a livello urbanistico, la riqualificazione e riabilitazione del quartiere antico della Mouraria e della zona lungo il fiume Tejo dove si tiene l'annuale appuntamento con il "Festival dos Oceanos".

I criteri per la nomina della cittàsono legati a quattro pilastri: "ordine pubblico", "cittadinanza aperta al mondo", "città dei quartieri, cosmopolita ed efficiente", "città della scoperta".

Oltre al premio vinto da Lisbona sono stati assegnati anche i seguenti premi:
"Grande Città 2012" (grande area metropolitana) - Derry-Londonderry (Irlanda del Nord)
"Grande Quartiere 2012" - il centro storico e il porto di Margate (Kent - Inghilterra)
"Grande Strada 2012" - Steep Hill (Lincoln, Inghilterra)
"Grande Luogo 2012" - Victoria Quarter (Leeds, Inghilterra)

Ma non è finita qua! Lo scorso 27 novembre l'UNESCO ha insignito il Fado di Lisbona del riconoscimento "patrimonio intangibile dell'umanità"!
Vi lascio con un assaggio di fado cantato da un fadista che ho conosciuto di persona e che, proprio alla Tasca do Chico, mi ha regalato un calendario con la sua foto e il suo nome!



lunedì 5 dicembre 2011

Louis Vuitton City Guide: viaggi e lusso

Se siete viaggiatori con budget low cost forse non sapete che ogni anno la maison francese Louis Vuitton scrive delle guide che mostrano le città più alla moda dal punto di vista del lusso.
In queste guide il turista griffato e facoltoso può trovare le migliori indicazioni della redazione della casa di moda francese: non mancheranno boutique di alta moda, studi d’architettura e di fotografia, ristoranti e alberghi più esclusivi.



Per i poveracci come me, invece, non resta che ammirare questi video diretti dal videomaker parigino Romain Chassaing che invitano davvero a visitare le città in questione!

Roma (fantastiche le pronunce delle parole italiane!)



Parigi e l'atmosfera da "Il favoloso mondo di Amelie"



New York, la grande mela



e tante altre online!

domenica 4 dicembre 2011

Temporale


non c'è montagna più alta di quella che non scalerò

non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò

ora

Jovanotti - Ora




I dettagli possono cambiare una giornata. Fare una strada alternativa per andare al lavoro, i silenzi interrotti da un messaggio inaspettato, le canzoni della radio al momento giusto, entrare in ufficio con mezz'ora di ritardo perché tanto è il tuo giorno libero e tutto quello che fai non lo vivi come un obbligo, ma come una scelta.

Stamani le montagne sono così nitide che sembrano grattare il cielo terso, di un azzurro che fa impressione. Sorrido da sola mentre guido solo perché il tuo viso riesce a distendere le mie ansie, i tuoi sguardi sanno squarciare i ricordi che riaffiorano tenaci, si insinuano tra le radici che non seccano.

C'è qualcosa che sancisce il passaggio da me e te a noi? Le facce delle coppie che saranno le riconosci dalle ciglia spalancate su un oceano inesplorato, le bocche che sussurrano e ridono, le gote che si tingono quando le parole si fanno indiscrete sondando territori da scoprire.

Il temporale è sempre in agguato all'orizzonte, a volte nuvole cariche di pioggia offuscano il soffitto sotto il quale ci ripariamo, il cielo sembra che ci schiacci con la forza degli anni che cerchiamo di trasformare in un bel ricordo. Tutto un mondo è davanti a noi, basta un abbraccio per far svoltare una giornata di pioggia.



sabato 3 dicembre 2011

Le canzoni in Norwegian Wood di Haruki Murakami


Norwegian Wood è l'ultimo, bellissimo libro che ho letto. Si tratta di un romanzo del 1987 di Haruki Murakami, scrittore e traduttore giapponese.
Come lascia intuire il titolo stesso - nella prima traduzione italiana era "Tokio blues" - il libro Norwegian Wood richiama la canzone dei Beatles (Norwegian Wood - This Bird Has Flown) scritta nel 1965 da John Lennon e inserita nell'album "Rubber Soul".



Come dice il traduttore del libro Giorgio Amitrano nell'introduzione dell'edizione del 2006, questo romanzo di Murakami realistico, sentimentale e nostalgico è una rievocazione della fine degli anni sessanta puntellato da molti riferimenti musicali e letterari.

Quella che vi ripropongo qui è la discografia citata nel libro. La potete usare per ripercorrere gli episodi della storia se già conoscete il libro o per ascoltare le canzoni citate mentre scorrete le pagine del romanzo. Spero che anche a voi, come a me, piaccia il binomio pagine-note.

Buona lettura e buon ascolto!

* le pagine fanno riferimento all'edizione Einaudi - Super ET del 2006.